Cronaca

"Rapinatori pendolari", mescolati fra studenti e passanti e subito inchiodati

Gli agenti di polizia del commissariato di Galatina hanno bloccati i soggetti con un'indagine lampo: tre quarti dopo il colpo in un market erano già in manette

GALATINA – “Rapinatori pendolari”. Così li ha definiti con un pizzico d’ironia il vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì, che in questi giorni sta sostituendo il suo collega Giovanni Bono alla guida del commissariato di polizia Galatina. Tutti della frazione di Noha, sono stati inchiodati nel giro di tre quarti d’ora appena, dopo una rapina messa a segno nel market “Despar” di via d’Enghien nella tarda mattinata.

"Pendolari", perché due di loro stavano rientrando con i pullman, mescolandosi fra gli studenti in via Ugo Lisi. Gli altri erano rimasti indietro, fingendosi passanti. Nessuno di loro l’ha fatta franca. Pantaleo Matteo Perrone, 18enne, Christopher Mangia Murinu, 21enne, Pasquale Costantini, 21enne e un 16enne, sono stati arrestati grazie alla rapidità dell’intervento di una volante e il perfetto coordinamento con due equipaggi in borghese già disseminati sul territorio.

E dagli indizi sulla strada intrapresa per la fuga (da via degli Eroi svoltando a destra in via Monte Bianco) si è arrivati all’accerchiamento. Perrone e Mangia Murinu sono i ragazzi rintracciati in mezzo a una torma di studenti prossimi a tornare a casa dopo le ore di scuola in istituti galatinesi. E per scovarli, i poliziotti hanno annotato i dettagli: grondavano di sudore, nonostante il freddo, e stavano pure scambiando gli indumenti di diverso colore, tra cui una felpa nera con cappuccio indicata poco prima dai testimoni.

Sono stati loro due a compiere materialmente l’assalto, come avrebbero confessato poco dopo. Li hanno così condotti in ufficio, dove nel frattempio stavano sopraggiungendo altri poliziotti con Costantini e il minorenne. I due “pali”. Questi erano ancora nei pressi del market all’arrivo della volante ed era stato proprio il loro atteggiamento a insospettire la cassiera.

La donna, infatti, uscita in strada a chiedere aiuto e chiamando il 113, si era imbattuta proprio nei due ragazzi, ai quali aveva chiesto d’inseguire i fuggitivi perché non fossero persi di vista. Uno, così, aveva pensato bene di mettersi alle calcagna dei complici, fingendo davvero di volerli acchiappare, per non destare troppi sospetti. L’altro, invece, colto di sorpresa da quella richiesta e non sapendo forse che cosa fare, era rimasto immobile. Pochi istanti dopo il primo ragazzo era ritornato sui suoi passi, trafelato, sostenendo di aver perso le tracce dei fuggitivi in via degli Eroi.

I poliziotti hanno capito subito che qualcosa non tornava, traditi forse anche dell’emotività e dall’inesperienza, e così li hanno trascinati nel commissariato. Caduti tutti quanti in contraddizione, in breve hanno preferito confessare. Hanno anche collaborato, indicando il luogo in cui erano nascosti passamontagna e pistola scacciacani. I soldi, 260 euro, sono stati restituiti al titolare del market. Si trovavano in via Tacito, a casa della sorella di uno di loro (ignara di tutto ed esclusa dalle indagini). In quel lasso di tempo, dunque, erano anche riusciti anche a celare il denaro.

In merito alle fasi della rapina, organizzata nella stessa mattinata, è stato Mangia Murinu a minacciare la cassiera, armato di una pistola riproducente in modo pressoché fedele una Beretta 92 Fs, quella in dotazione alle forze dell’ordine. “Se stai calma non ti succede niente”, le ha detto. Perrone, pur entrato con lui nel market, è sempre rimasto defilato. Gli altri due, all’esterno, avevano il compito di vigilare, qualora fossero arrivati poliziotti o carabinieri. Tutto questo per un pugno di soldi. E con un finale, per loro, nel peggiore dei modi. Rispondono di rapina aggravata. I fascicoli sono in mano ai pubblici ministeri Giovanni Gagliotta della Procura ordinaria e Imerio Tramis dei minori.

Una postilla: è doveroso aggiungere che non è la prima volta, di recente, che gli uomini del commissariato galatinese portano a buon fine un'indagine su rapine. In questo caso sono stati soprattutto veloci e attenti ai dettagli. Di recente, erano già passati alle cronache per aver fermato due individui considerati autori di ben sette assalti in mezza provincia, dopo una lunga e puntigliosa inchiesta. E in quel caso, personaggi peraltro con una certa esperienza. 

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