Rapinatori a volto scoperto nella gioielleria. Disarmano vigilante e riescono a fuggire

La rapina ai danni della gioelleria Charmant, in via Imperatore Adriano. Due giovani hanno fatto irruzione nel locale e immobilizzato il titolare che però è riuscito a dare l'allarme. Ora sono in fuga su una Grande Punto risultata rubata a Brindisi

LECCE – La solita tecnica. Presentarsi a volto scoperto e fingersi acquirenti interessati a qualche gioiello. Giovani, anzi, giovanissimi. E disposti a tutto. Persino a combattere e a disarmare un vigilante, pur di guadagnarsi la via di fuga. 

Sembra quasi un miracolo che non ci siano stati feriti, perché l’azione di questa sera, nel pieno cuore commerciale di Lecce, si è rivelata degna di un ciack registico hollywoodiano. Non erano ancora le 20, quando due ragazzi, forse sulla ventina d’anni, si sono fatti aprire la porta di “Charmant”, gioielleria al civico 24 di viale Imperatore Adriano. Pochi metri da piazza Mazzini.

Vie trafficate di persone che si affannavano a fare regali, auto in movimento nel solito caos della sera in centro, amplificato in questi giorni dall’imminenza delle festività. E’ questo lo scenario in cui hanno agito i due malviventi, forse ragazzi del brindisino, come suggerirebbe la targa dell’auto usata per la fuga, una Fiat Grande Punto di colore azzurro. 

Ad un controllo, le forze dell’ordine hanno scoperto nel giro di pochi istanti che il veicolo risulta rubato di recente proprio nel vicino capoluogo messapico. E già in altre occasioni, ricordano le cronache, autori di simili imprese provenivano da quell’area. Questo spiegherebbe anche la temerarietà calcolata dei volti scoperti: a Lecce e nei dintorni non sarebbero conosciuti.

Sta di fatto che i due hanno quasi subito manifestato le reali intenzioni. Hanno esibito una pistola e immobilizzato il gioielliere, Gioele Miglietta (marito della titolare, Fabiola Cosma) usando un bavaglio per impedire di chiamare aiuto a gran voce e fascette di plastica per legargli mani e piedi. Nell’attività commerciale c’era anche una commessa. Era però in bagno, proprio in quel momento, ed è rimasta impietrita all’interno.

Una scena da incubo, in cui la vittima ha però lottato con tutte le sue forze. Ha provato ad urlare, ma la voce è rimasta soffocata sotto il bavaglio e i negozianti vicini non si sono accorti praticamente di nulla. E’ però riuscito in qualche modo ad attivare il pulsante antirapina posto sotto il bancone, che ha fatto scattare sul posto, in pochi minuti, una guardia giurata della Velialpol. E in quel momento la situazione s’è fatta a dir poco rovente. I due giovani avevano infatti già iniziato a riempire una sacca di gioielli prelevati da una cassaforte (valore al momento da quantificare, ma di sicuro ingente), quando all’improvviso è balzato nel negozio il vigilante.

L’operatore non ha però neanche fatto a tempo a mettere piede all’interno, che già i due gli erano saltati addosso. Colto di sorpresa e sopraffatto, i malviventi gli hanno anche strappato la pistola d’ordinanza dalla fondina. Poi, con arma e borsone, sono subito saltati a bordo su quell’auto pronta ad attenderli. E via, a tutto gas, in direzione della villa comunale e da lì, si presume, verso la superstrada per Brindisi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile, ma ovviamente sono stati messi al corrente anche gli agenti di polizia delle volanti. Ed è iniziata una serrata caccia all’auto, per il momento senza esito. Partirà da qui anche l’indagine dei militari (competenti per zona), che per prima cosa vaglieranno i filmati di videosorveglianza. Forse l’unico modo per cercare di accendere un faro e inchiodare i malviventi alle loro responsabilità. 
   

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