Rapina in una gioielleria a Bologna, 26enne ottiene gli arresti domiciliari

Ha lasciato il carcere Alessio De Mitri, il 26enne di Carmiano accusato della rapina compiuta nella gioielleria “Govoni” a Minerbio

LECCE – Ha lasciato il carcere Alessio De Mitri, il 26enne di Carmiano accusato con il 23enne Alex Spedicato, suo concittadino, della rapina da 300mila euro compiuta il 4 dicembre scorso nella gioielleria “Govoni” a Minerbio, in provincia di Bologna. I due hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato.

Il Tribunale del riesame di Bologna ha concesso al 26enne, assistito all’avvocato Cosimo D’Agostino, gli arresti domiciliari al termine di una lunga e complessa battaglia legale. Già a gennaio scorso, infatti, il Riesame aveva disposto la sostituzione della misura cautelare, vincolata all’applicazione del braccialetto elettronico. La mancata disponibilità del dispositivo aveva costretto De Mitri a restare in carcere.

L’avvocato D’Agostino aveva impugnato tale decisone in Cassazione. I giudici della Suprema Corte avevano rigettato l’istanza sulla base di una recente sentenza a “sezioni unite”: “Il giudice, escluso ogni automatismo nei criteri di scelta delle misure, qualora abbia accertato l’indisponibilità del suddetto dispositivo elettronico, deve valutare, ai fini dell’applicazione o della sostituzione della misura coercitiva, la specifica idoneità, adeguatezza e proporzionalità di ciascuna di esse in relazione alle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto”.

La vicenda era tornata dinanzi al gup di Bologna, che aveva a sua volta rigettato la richiesta di applicazione dei domiciliari in virtù delle immutate esigenze cautelari e della pericolosità del soggetto. Da qui il nuovo appello dinanzi al Tribunale del riesame, che ha accolto l’istanza del legale del 26enne.

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Le rapide e tempestive indagini dei carabinieri (l'operazione era stata battezzata "Frecciarossa"), attraverso la perfetta sinergia delle due stazioni (Minerbio e Carmiano, per cui si è rivelata fondamentale la conoscenza del territorio) e dei rispettivi comandi provinciali di Bologna e Lecce, avevano permesso in pochissimo tempo di chiudere il cerchio intorno ai due rapinatori. Nell’abitazione di De Mitri fu ritrovata parte della refurtiva: anelli e collane per un valore di 50mila euro (dotati ancora di cartellino con prezzo e nome della gioielleria). Il 26enne, secondo l’ipotesi accusatoria, dopo aver rubato un’autovettura, sarebbe tornato per un paio d’ore a casa a Carmiano, per poi raggiungere il complice a Forlì, e mettere a segno la rapina a Minerbio. Spedicato, poi riaccompagnato nella sua abitazione di Forlì, avrebbe “sfruttato” le due ore di permesso per lavoro concesse dal regime di arresti domiciliari per partecipare all'assalto. 

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