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Rapina: carabiniere interviene, la banda dell'Audi lo pesta. E' grave

L'auto dei rapinatori, tre in tutto, è quella sottratta a Salice Salentino. Il militare, fuori servizio, ha cercato di ostacolare i malviventi, quando li ha visti nel "Mercatone Uno". L'hanno colpito in testa e sono scappati via

 

LECCE – La preparazione certosina, a partire dal furto dell’auto, di cilindrata potente, per una fuga rapida. E poi, le armi rimediate chissà dove, per un assalto a sorpresa, in un giorno forse un po’ inconsueto, la domenica. In cuor loro, la speranza di racimolare un bottino di tutto rispetto, considerato l’obiettivo, il maxistore specializzato in articoli d’arredamento e per la casa “Mercatone Uno”. L’orario scelto per balzare sulla scena, il solito: quello a ridosso della chiusura serale, quando nelle casse girano più soldi.

Tutti elementi di un copione visto mille volte, che sembra quasi scritto sempre dalla stessa mano, e che pure, questa volta, non è stato seguito alla lettera. Perché un inatteso fuoriprogramma ha fatto assumere alla rapina al negozio di via San Cesario, a Lecce, una piega drammatica. E s’è sfiorata la tragedia, quando la furia, per il piano saltato, s’è riversata addosso a un carabiniere fuori servizio, spedito in ospedale senza tanti complimenti.

Al “Vito Fazzi” il coraggioso militare, che non ci ha pensato un istante a intervenire, nonostante la palese superiorità numerica avversaria e il pericolo di essere colpito a morte dalle bocche di fuoco, c’è arrivato in codice rosso, a bordo di un’ambulanza. Non è però, fortunatamente, in pericolo di vita, anche se verrà tenuto sotto osservazione. Ha rimediato, fra le altre cose, un violento colpo alla testa.  

Di certo, sono stati momenti di puro terrore, quelli vissuti a partire dalle 20,20 di questa sera nell'ampio store della periferia sud leccese, lungo la provinciale per la vicina San Cesario, disseminata da un lato di ville, dall’altro di centri commerciali. In due *, a quell’ora, hanno fatto irruzione, armati e con i volti coperti, nel pieno dell’attività serale, seminando il panico fra i clienti e i dipendenti. Ma la rapina ha avuto un esito inconsueto, a dir poco inatteso.

Confuso fra i cienti, per un normale pomeriggio di shopping, c’era anche un carabiniere salentino in licenza, che presta servizio fuori provincia. E quando il militare, 35enne, che si trovava con moglie e figlio, ha visto i malviventi entrare dalla porta d’ingresso principale, uno dei quali con un minaccioso fucile fra le braccia, non ha esitato un solo istante: s’è fatto avanti e li ha sfidati. Per avere, inevitabilmente, la peggio. Al colmo d’ira e colti forse anche dal panico, i due hanno iniziato a pestare il carabiniere di santa ragione. L’uomo armato di fucile, in particolare, non ha esitato ad assestargli un colpo sulla testa con il calcio dell’arma.

Dopo la violenta reazione in stile “arancia meccanica”, i due hanno pensato bene di darsi alla fuga, di fatto senza riuscire a sottrarre nulla. Sono balzati a bordo di un’auto, al volante della quale probabilmente c’era un terzo uomo, e si sono dileguati.

Qui, inizia la storia nella storia. Quella vista sulla scena, infatti, e di cui alcuni testimoni hanno appuntato la targa, non era un’auto qualunque, ma l’Audi A4 Avant depredata nella notte fra il 31 agosto e il 1° settembre a Salice SalentinoEpisodio che già aveva fatto vibrare le cronache. Vittime, tre giovani donne che stavano rincasando, nel cuore della notte, intimidite con una pistola e costrette ad arrendersi.

Insomma, la banda, com’era facilmente ipotizzabile fin da quei primi momenti, aveva bisogno di un mezzo potente e affidabile per qualche colpo. E non s’è fatta davvero attendere. Il colpo è arrivato, a distanza di poche ore, anche se nulla è andato come previsto. Con tanto di rischio, questa volta, di seminare morte.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia delle volanti, della squadra mobile e della scientifica, per i rilievi. Gli investigatori hanno ascoltato alcuni dipendenti e diversi clienti, per ricostruire la dinamica. Saranno acquisiti i filmati delle varie videocamere di sicurezza disseminate all’esterno del perimetro e nei locali, per cercare di delineare i volti dei componenti del pericoloso commando. 

* ERRATA CORRIGE: i banditi all'interno del negozio erano due e non tre, come erroneamente scritto da noi in un primo momento.

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