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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Rudiae / Via Lequile

Picchiate per rapina due ragazze dedite alla prostituzione: caccia ai finti clienti

Hanno adottato la scusa intramontabile. Si sono presentati come “clienti” desiderosi di una notte di trasgressione. Ma una volta dentro, hanno dato sfogo solo alla violenza. E questo per un obiettivo preciso: portare via l’incasso di due ragazze rumene che vivono esercitando il mestiere più antico del mondo

LECCE – Hanno adottato la scusa intramontabile. Si sono presentati come “clienti” desiderosi di una notte di trasgressione. Ma una volta dentro, hanno dato sfogo solo alla violenza. E questo per un obiettivo preciso: portare via l’incasso di due ragazze che vivono esercitando il mestiere più antico del mondo.

Se la percezione attuale è che siano diminuite le rapine classiche, a volte un po’ sguaiate, con pistola senza tappo rosso e passamontagna ricavato da una sciarpa perforata per ricavarne fori per gli occhi, la realtà è che cambiano gli stili, i modi e le vittime.

Chi si prostituisce lo sa bene, perché sempre più spesso è vittima di soprusi. I rischi del caso. In fin dei conti, sono lì che battono i contanti facili. Le attività commerciali si dotano di telecamere e antifurti, e nello stesso tempo incassano poco. Tempi che corrono, la crisi è endemica.

Il guaio, però, è che simili “iniziative” possono portare anche a problemi seri. Questa notte, ad esempio, non sono intervenute solo diverse volanti di polizia, fra smontanti e montanti (tutto è avvenuto quasi a cavallo di mezzanotte), ma anche un’ambulanza del 118. Perché le ragazze hanno probabilmente reagito, e per tutta risposta sono state malmenate. Una, in particolare, è stata colpita in testa.  

I soccorritori per le prime cure

La cruenta rapina è avvenuta in via Lequile, nel tratto interno. Quello che conduce verso piazzale Rudiae, non lontano dalla sala del bowling. In due sono saliti in un appartamento occupato dalle giovani donne, di nazionalità rumena, dando sfogo alla loro rabbia per ricavarne meno di mille euro. Per la precisione, 400 da una e 430 dall’altra.

Alcuni testimoni hanno riferito che indossassero felpe con cappucci. Questo, si può immaginare, per entrare nella palazzina senza essere notati troppo in volto. Sta di fatto che probabilmente non erano del tutto travisati. Le vittime potrebbero forse descriverli, o comunque rivelare alcuni dettagli.

Può anche essere che in passato abbiano frequentato quell’abitazione. Di certo, sapevano bene dove puntare, quindi si presume che abbiano studiato con cura l’obiettivo. A quanto pare, non erano dotati di armi o, se n’erano in possesso, non le avrebbero esibite, limitandosi a minacciare e picchiare le vittime per ottenere i soldi. Le due ragazze sono poi state portate in ospedale per accertamenti. Nulla di grave, ma resta il problema: in città e in provincia salgono le vittime di sopraffazione.

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