Cronaca

Rapinarono due turisti sparando in aria, tre condanne

Una coppia di piemontesi fu raggiunta a Torre Suda da alcuni giovani, su una Lancia Libra. Momenti di puro terrore per la miseria di 100 euro. Più tardi assalirono un giovane a Torre San Giovanni

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LECCE - Tre condanne per i presunti autori di una rapina avvenuta ad agosto ai danni di una coppia di turisti piemontesi in villeggiatura presso una residenza estiva a Torre Suda, Marina di Racale. Mario Antonio Pizzi, 25enne, ha patteggiato una pena a 3 anni e due mesi di reclusione; Simone Barbetta, 20 anni e Marco Macri, 23enne, invece, sono stati condannati a 2 anni e sei mesi. I tre rispondevano di rapina aggravata in concorso. Con loro anche un ragazzo di 17 anni, che sarà giudicato dal Tribunale per i minorenni.

In quella calda notte d'agosto i due turisti vissero momenti di puro terrore. I quattro raggiunsero a bordo di una Lancia Libra l'abitazione della coppia di turisti piemontesi a Torre Suda. Uno dei rapinatori esplose un colpo di pistola in aria allo scopo di convincere la coppia a consegnare il denaro contante. Un bottino davvero misero: solo 100 euro. Portato a termine il primo colpo, la banda mise a segno un'altra rapina, esattamente mezz'ora dopo, questa volta a Torre San Giovanni. Vittima, un giovane del luogo, che rientrava a casa dopo avere terminato il turno di lavoro presso un albergo del posto.

Furono i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano, con i colleghi delle stazioni di Ugento e di Melissano, a fermare il gruppo e porre fine alle loro rapine. I militari dell'Arma, sulla scorta delle informazioni raccolte dalle vittime, disposero posti di blocco in tutta la zona. Grazie anche a un'intensa attività info-investigativa i militari sono riuscirono a individuare la banda a Porto Rosso, nei pressi della Marina di Alliste.


Bloccata l'auto, i malviventi furono immediatamente sottoposti a perquisizione veicolare e personale. I carabinieri rinvennero, addosso a uno dei quattro, una pistola scacciacani (fedele riproduzione dell'arma in dotazione alle forze di polizia) con tre colpi presenti nel caricatore, di cui uno in canna. Per i tre maggiorenni si aprirono le porte del carcere di Lecce, mentre per il 17enne quelle del centro di prima accoglienza per minori. Pizzi, Macrì e Barbetta erano difesi rispettivamente dagli avvocati Claudio Miggiano, Antonella Corvaglia e Francesco Fasano.

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