Rapinato con cacciavite e penna, scappano in bicicletta: uno acciuffato

Vittima, un bengalese. Arrestato un giovane nigeriano. Altri due stranieri finiti nei guai durante le ricerche del complice

LECCE – Rapinano un bengalese e provano a fuggire. Uno bloccato, l’altro al momento ricercato. E’ successo nel primo pomeriggio di ieri, nei pressi dei parcheggi di piazzale Carmelo Bene (ex foro boario). In arresto è finito un giovane nigeriano di 23 anni. A bloccarlo sono stati gli agenti di una volante di polizia, giunti sul posto richiamati da alcuni cittadini che hanno notato movimenti sospetti, senza però capire cosa stesse realmente accadendo. 

I rapinatori si stavano allontanando in bicicletta, all’arrivo dell'auto di pattuglia. E’ stato un cittadino del Bangladesh ad attirare l’attenzione degli agenti, agitando le braccia, e a chiarire subito i contorni: ha riferito di essere stato appena rapinato dagli altri due stranieri di 50 euro, minacciato con un cacciavite e con una penna (e quando si dice che “ne uccide più la penna che la spada”…).

I poliziotti si sono messi all’inseguimento degli autori della rapina. Più volte è stato intimato l’alt, ma hanno continuato a pedalare di gran lena in direzione del cimitero. Nel frattempo stava arrivando un’altra volante e uno dei due è stato così messo in trappola in via San Nicola. L’altro, però, è riuscito a far perdere le tracce infilandosi nel Parco di Belloluogo (e sbucando, si presume, su via Vecchia Surbo).

Il fermato – per l’appunto il 23enne -,  è stato perquisito e trovato in possesso di un cacciavite e di una penna con la parte finale rotta e appuntita, oltre che di una banconota da 50 euro. Era nella tasca dei pantaloni. Riconosciuto dalla vittima, il ragazzo africano, privo di documenti d’identità in corso di validità e in possesso di un permesso di soggiorno scaduto il 15 agosto del 2014, è stato accompagnato in questura e identificato. Si è scoperto essere in attesa dell’esito di un ricorso proposto contro il rifiuto della commissione del riconoscimento dello status di rifugiato per motivi umanitari.

Il bengalese, regolare sul territorio italiano, ha presentato formale denuncia, nella quale ha spiegato di essere stato non solo minacciato, ma anche percosso ripetutamente, fino alla rapina dei soldi, ricavati dalla vendita di manufatti etnici. Ha subito alcune escoriazioni e vari traumi. Il nigeriano è finito in carcere per rapina a mano armata e lesioni personali in concorso.

I controlli, intanto, sono proseguiti a caccia del complice, proprio dentro il Parco di Belloluogo. Gli agenti hanno così controllato un giovane del Mali, di 27 anni. Si è rifiutato di fornire i documenti (peraltro non ne aveva) e ha anche cercato di sottrarsi al controllo. Non è però riuscito a fuggire, ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Sempre nel parco, è stato controllato anche un senegalese di 30 anni, a carico del quale sono risultate due sentenze di condanna per evasione e  di rapina. Risultato irregolare sul territorio, è stato affidato alla Divisione immigrazione della questura per il rimpatrio. Nessuno dei due, comunque, dovrebbe essere implicato anche nella rapina ai danni del bengalese.  

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Il personale della Divisione polizia amministrativa e sociale della questura, infine, ha controllato, in via Dalmazio Birago, un esercizio commerciale risultato in parte non in regola con la documentazione igienico-sanitaria. È al vaglio degli agenti l’applicazione delle relative sanzioni amministrative.

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