Rapine col “buco” alle Poste: inflitte tre condanne per 17 anni di reclusione

Arriva il verdetto nel processo abbreviato per i tre uomini accusati di due colpi, uno da oltre 18mila euro, l’altro sfumato grazie all’intervento dei carabinieri

LECCE - S’introdussero in un’abitazione a Cannole e dopo aver praticato un foro sul muro entrarono nell’adiacente ufficio postale, ma qui ad attenderli c’erano i carabinieri che da mesi indagavano sul loro conto. Nei guai finirono così i brindisini Giuseppe Roberto Niccoli, di 61 anni, il cognato Salvatore Quinto, di 53, e Oronzo Sgura, 55enne di Ostuni.

Oggi i tre uomini sono stati condannati nel processo discusso col rito abbreviato, nel quale rispondevano anche della rapina da oltre 18mila euro, messa a segno il 23 gennaio dello scorso anno a Caprarica, ai danni delle Poste, con la stessa tecnica usata tre mesi dopo a Cannole, e che determinò il secondo arresto con l’operazione “Last hole”, coordinata dal pubblico ministero Giovanna Cannarile.

Il verdetto emesso oggi dal giudice Marcello Rizzo, al quale il pubblico ministero Donatina Buffelli aveva chiesto dieci anni di reclusione per ciascuno degli imputati, è stato il seguente: sei anni, otto mesi e 2mila euro di multa per Niccoli; cinque anni, due mesi e 1.600 euro per Quinto; cinque anni, 4 mesi e 1600 euro di multa per Sgura.

Oltre che delle due rapine, una riuscita, l’altra sfumata grazie all’intervento dei militari, e di violazione di domicilio, i tre uomini erano accusati anche di ricettazione di un’auto.

Gli avvocati difensori Elvia Belmonte, Luigi Covella e Giacomo Serio valuteranno il ricorso in appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza (entro sessanta giorni), con la quale è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici (perpetua per Niccoli e di cinque anni a testa per gli altri due).

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