Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Via Vittorio Emanuele

Assalto alla ricevitoria, ma la fuga dura poco: in tre nei guai

Cosimo Stefanizzi, Patrik Verri e Luca Sibilla, giovani tra i 20 e i 21 anni di Squinzano, bloccati dopo fasi rocambolesche. Il primo stremato nella fuga, il secondo riconosciuto dagli abiti, il terzo mente stava giocando a calcio

I carabinieri di Squinzano insieme al capitano Puglisi della compagnia di Campi.

 

SQUINZANO – Uno colto sul fatto, l’altro preso grazie alla visione delle videocamere di sorveglianza e riconosciuto dagli abiti, il terzo bloccato nel posto che meno ci si aspetta: sul campo di calcio, durante le fasi di riscaldamento. Cosimo Stefanizzi, Patrik Verri e Luca Sibilla, tutti giovani tra i 20 e i 21 anni, di Squinzano, sono finiti in arresto per furto aggravato in concorso, ieri sera, dopo un assalto ad una tabaccheria. Ma per Stefanizzi il quadro è più grave, perché dovrà rispondere anche di rapina impropria: nel tentativo di scappare, bottino alla mano, avrebbe ingaggiato uno scontro con il figlio del proprietario.    

Tutto è accaduto in una manciata di minuti, sufficienti ad arraffare il registratore di cassa, approfittando di un momento di distrazione del titolare della tabaccheria di via Vittorio Emanuele, un uomo di Copertino, nel pieno centro storico di Squinzano, a due passi da piazza del Plebiscito. Il giovane (Stefanizzi, si sarebbe poi scoperto), atteso da almeno un complice nelle vicinanze (Verri), per quanto audace nel colpo, non è stato però particolarmente lesto nella fuga. Il figlio del titolare (i due, in quel momento, si trovavano nel retrobottega, dove vi sono alcune slot-machine) l’ha inseguito all’esterno. Stefanizzi, prima ha abbandonato per strada la cassa con i soldi, circa 450 euro, poi s’è bloccato da solo, stremato per la corsa, per essere così raggiunto ed arrivare ad una colluttazione con l’altro giovane. Il padre, nel frattempo, aveva già chiamato i carabinieri, che così hanno potuto ammanettare il primo ragazzo.

Ma gli altri? C’erano ancora da intercettare i complici. La visione delle videocamere ha permesso dunque di identificare quello che ai militari è apparso subito Patrik Verri, a loro già noto, e che è stato bloccato in un secondo tempo. In casa, durante la perquisizione, gli investigatori hanno scovato anche gli indumenti usati nel corso del furto. A questi elementi, che già lo inchioderebbero, si sarebbero aggiunte anche parziali ammissioni.

Preso anche il secondo giovane, i militari si sono così concentrati su una terza figura. Già, perché Verri sarebbe stato visto in fuga su uno scooter, condotto da un’altra persona. E sono arrivati in breve a sospettare di Luca Sibilla. Il quale, come detto, è stato rintracciato in un campo di calcio nelle vicinanze di Squinzano. Secondo le ricostruzioni, dopo aver aiutato Verri nella fuga, si sarebbe cambiato, indossando casacca e scarpette, per andare a giocare. Forse, ritengono i carabinieri, un diversivo per allontanare da sé i sospetti. Così, la sua partita non è mai iniziata: ne aveva una aperta col destino. Per quanto la sua posizione sia comunque marginale, rispetto a quella degli altri due, il pubblico ministero di turno, Giuseppe Capoccia, ha ordinato anche il suo arresto.

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