Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Rapporto ecomafia 2015: Puglia prima nella classifica dell'illegalità ambientale

La Puglia conquista il triste primato degli illeciti ambientali. Dopo 21 anni di battaglie, la legge n. 68 del 22 maggio 2015 ha introdotto nel codice penale i delitti contro l'ambiente, e il 2014 si è chiuso con un bilancio davvero pesante: 29.293 reati accertati, circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora, per un fatturato criminale altissimo

LECCE – La Puglia conquista il triste primato degli illeciti ambientali. Dopo 21 anni di battaglie, la legge n. 68 del 22 maggio 2015 ha introdotto nel codice penale i delitti contro l’ambiente, e il 2014 si è chiuso con un bilancio davvero pesante: 29.293 reati accertati, circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora, per un fatturato criminale che ha raggiunto la ragguardevole cifra di 22 miliardi, cui ha contribuito in maniera eclatante il settore dell’agroalimentare, con un fatturato che ha superato i 4,3 miliardi di euro per 7.985 reati accertati. Cresce l’incidenza criminale nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Puglia, Sicilia, Campania e Calabria), dove si è registrato più della metà del numero complessivo di infrazioni, ben 14.736.

Si registra un aumento degli illeciti in Puglia, col 15,4 per cento dei reati accertati (4.499), 4.159 denunce e 5 arresti. Crescono i reati nel ciclo dei rifiuti (oltre 7mila, più 26 per cento rispetto all’anno precedente) e le inchieste sul traffico organizzato di rifiuti, che arrivano addirittura a 35. Impressionante anche il quantitativo di rifiuti sequestrati in questo ultimo anno e mezzo: in appena 16 inchieste condotte, più di tre milioni di tonnellate di veleni sono state bloccate da provvedimenti giudiziari. Drastica è, invece, la riduzione degli illeciti nel traffico internazionale di rifiuti, il cui quantitativo sequestrato passa da 4.300 tonnellate del 2013 alle 1.500 dello scorso anno. Nel ciclo del cemento aumentano gli illeciti: 5.750 reati (più 4,3 per cento), compiuti soprattutto in Campania, e poi in Calabria, Puglia e Lazio. Nel racket degli animali, invece, le forze dell’ordine hanno verbalizzato ben 7.846 reati.

Il 2014 è stato un anno di lavoro intenso per le forze dell’ordine che hanno raggiunto risultati sorprendenti nella lotta all’ecomafia. Il Corpo forestale dello Stato, come gli scorsi anni, ha portato alla luce il numero più alto di infrazioni, 14.135, più del 48 per cento del totale (con 11.214 denunce, 74 arresti e 3.778 sequestri). Risultati che fanno apparire ancora più incomprensibile la decisione del Governo di smembrare questo Corpo per inglobarlo in un’altra forza di polizia.

I dati pugliesi del rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente sono stati presentati oggi a Bari, nel corso di una conferenza stampa, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Ennio Cillo, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Lecce e Renato Nitti, magistrato della Procura della Repubblica di Bari, e dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

«Nel Rapporto Ecomafia 2015 la Puglia conquista la vetta della poco edificante classifica delle illegalità ambientali in Italia, primato raggiunto scalzando quello storico della Campania - dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - Nella nostra regione, infatti, le forze dell’ordine hanno riscontrato ben 4.499 infrazioni, il 15,4% di quanto accertato su tutto il territorio nazionale, denunciato 4.159 persone ed effettuato 2.469 sequestri. In linea col dato regionale, la provincia di Bari risulta essere la più colpita d’Italia per numero complessivo di infrazioni, 2.519, così come non sfigura nemmeno quella foggiana con 802 infrazioni. A questo si aggiunge un altro primato, quello nel ciclo illegale dei rifiuti con ben 2.081 infrazioni accertate, mentre l’abusivismo edilizio e i reati contro la fauna non accennano a diminuire. Una scalata ai vertici da parte della Puglia che si spiega con il capillare lavoro di monitoraggio e controllo svolto in tutta la regione dalle forze dell’ordine (in particolare Corpo forestale dello Stato, guardia di finanza e carabinieri),.

«Oltre ai traffici organizzati, la Puglia si conferma anche una delle regioni più martoriate dalle discariche illegali - continua Tarantini - Dalle piccole discariche di eternit, laterizi e pneumatici fuori uso alle cave in cui spesso vengono tombati i rifiuti scoperti dalle forze dell’ordine. Purtroppo le 2.579 cave dismesse e/o abbandonate nella nostra regione rischiano di diventare luoghi privilegiati per lo smaltimento illecito di rifiuti. Invitiamo, in tal senso, il nuovo governatore a puntare su un piano di recupero ambientale e plaudiamo alla convenzione sottoscritta tra Regione e Comando regionale dei Carabinieri inerente i controlli sia nella fase di scavo che in quella di trasporto degli inerti».

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