Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Rapporto “Ecomafia” tra vecchie e nuove emergenze. Dilaga il cemento selvaggio

Presentato il dossier annuale di Legambiente. La Puglia, tra le regioni italiane, si conferma al terzo posto della non onorevole classifica. Ma la reazione all'abusivismo si inizia a vedere: nel Salento il maggior numero di demolizioni

LECCE – Nel 2013 il 47 per cento dei reati contro l’ambiente è stato consumato in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Lo dice il rapporto “Ecomafia” presentato oggi da Legambiente a Roma e in contemporanea anche a Bari, in un incontro al quale ha preso parte anche Ennio Cillo, sostituto procuratore leccese specializzato in materia.

Nella classifica generale dell’illegalità ambientale in Italia nel 2013, la Puglia sale al terzo posto con 2.931 infrazioni accertate, 2.579 persone denunciate, 28 arrestate e 1.028 sequestri effettuati. Per quanto riguarda il numero dei sequestri effettuati, la nostra regione è seconda nel 2013. Mentre nella classifica provinciale dell’illegalità ambientale in Italia nel 2013 troviamo ben due province pugliesi: Bari al 5° posto e Foggia al 6° posto rispettivamente con 846 e 795 infrazioni accertate.

Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia sale al secondo posto con 469 infrazioni accertate, 487 persone denunciate, 9 arrestate e 242 sequestri effettuati.  La maggior parte delle infrazioni accertate si concentrano nelle province di Bari (177), Taranto (98) e Foggia (72).

“I dati del Rapporto Ecomafia 2014 ci restituiscono un quadro piuttosto desolante della nostra regione – ha dichiarato Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia - La Puglia sale nella classifica generale delle illegalità ambientale piazzandosi al terzo posto con ben 2.931 infrazioni accertate. L’abusivismo edilizio e i reati contro la fauna non accennano a diminuire mentre aumentano quelli nel ciclo dei rifiuti con la nostra regione che si posiziona al secondo posto subito dopo la Campania con 469 infrazioni accertate”.

Particolare rilevanza l’attività contro le discariche illegali di rifiuti tossici, nella quale rilevante è stato il contributo del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Lecce, guidato dal maggiore Nicola Candidato e competente per le province di Lecce, Brindisi e Taranto. Sono loro ad aver portato a termine, tre le altre, l’operazione “Ulivo infangato” che ha portato alla scoperta di 13.000 tonnellate di fanghi tossici – dragati nel porto di Taranto - versate su terreni coltivati a frutteto e oliveto nell’hinterland brindisino.

I reati nel ciclo del cemento: piaga del Salento

La Puglia rimane stabilmente al secondo posto nell’ambito della classifica dei reati commessi nel ciclo del cemento, con  603 infrazioni accertate (quasi l’11% del totale nazionale), 880 persone denunciate e 318 sequestri effettuati. È l’unica regione, insieme alla Calabria, in cui sono stati effettuati degli arresti: sono state infatti 14 le persone raggiunte da ordine di custodia cautelare. Quattro province su sei, Bari, Foggia, Lecce e Taranto, si sono piazzate tra i primi 14 posti della graduatoria provinciale del mattone fuorilegge. L’abusivismo edilizio “on the beach” dilaga tanto nel Gargano quanto nel Salento dove, con l’apertura della stagione estiva, ogni anno arrivano puntuali i sigilli a nuove e vecchie strutture abusive a pochi chilometri dalla battigia.

Foto conferenza stampa Ecomafia 2014 (1)-2Il lavoro delle forze dell’ordine e delle capitanerie di porto si è particolarmente concentrato sul fenomeno delle strutture turistiche a carattere stagionale realizzate su aree demaniali, senza permessi o con autorizzazioni scadute. Con l’operazione “Coast to Coast” il Noe di Lecce ha sequestrato ben cinque vaste aree demaniali in concessione, interi complessi edilizi, stabilimenti balneari e locali da ballo. Nel Leccese, tuttavia, grazie al lavoro della Procura della Repubblica, si concentra la maggiore attività  repressiva contro l’abusivismo che si traduce in alcune decine di demolizioni edilizie ogni anno. Le ruspe quest’anno sono arrivate anche nel brindisino, a Ostuni. Lo scorso 12 aprile, infatti, è stata restituita alla sua originaria bellezza la scogliera di Villanova di Ostuni, dove da oltre trent’anni sorgeva un ecomostro mai completato a picco sul mare che secondo le intenzioni dei proprietari sarebbe dovuto diventare un hotel, ma dopo 15 anni di contenzioso è stato ritenuto del tutto abusivo ed abbattuto.

“Occorre un salto di civiltà – ha concluso Tarantini -. Non si può lasciare il nostro paese con una legislazione penale a tutela dell’ambiente del tutto inadeguata, a carattere sostanzialmente contravvenzionale. E per questo lanciamo un appello ai senatori pugliesi di tutte le forze politiche ad impegnarsi affinchè il Senato approvi in tempi rapidi il disegno di legge sui reati ambientali già discusso e approvato alla Camera. Senza l’approvazione della legge che inserisce i reati ambientali nel codice penale, che seppure troppo limitata e imperfetta rappresenterebbe un chiaro indirizzo e magari anche un punto di non ritorno nella lotta alle ecomafie, sarà difficile istituire inchieste e colpire gli ecocriminali che nonostante i danni pesantissimi inferti alla comunità e all’ambiente continueranno a farla franca”.

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