Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

“Re Artù”, arrivano le prime richieste della Procura: quattro condanne e un’assoluzione

Si è aperto oggi il processo "abbreviato" per gli imputati coinvolti in modo marginale nell'inchiesta con al centro l’ex senatore e assessore regionale al Welfare Totò Ruggeri. Attesa per il 16 settembre, la sentenza

LECCE - Sono state discusse oggi le posizioni delle cinque persone coinvolte, seppur in modo più marginale, nell’inchiesta “Re Artù”, in cui sono contestati a vario titolo i reati di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici (tutti i dettagli in un precedente articolo), che avevano chiesto e ottenuto di essere giudicate con il rito abbreviato.

Il sostituto procuratore Alessandro Prontera, al termine della requisitoria, ha invocato quattro condanne e un’assoluzione. La pena più alta a 2 anni e 4 mesi di reclusione è stata chiesta per il commercialista Giantommaso Zacheo, 51enne, di Carpignano; 2 anni tondi invece per Giuliana Lecci, 38enne, di Montesano Salentino; un anno e 20 giorni per Luigi Antonio Tolento, 37enne di Soleto;  5 mesi e 20 giorni, per Antonio Specchia, 37enne di Serrano (frazione di Carpignano Salentino). L’assoluzione è stata invece richiesta per Roberto Aloisio, 51enne, di Maglie.

La sentenza del giudice del tribunale di Lecce Angelo Zizzari è attesa per il 16 settembre, dopo che si saranno concluse le arringhe della difesa.

E’ invece in corso il processo ordinario per gli altri imputati, tra cui l’ex senatore e assessore regionale al Welfare Totò Ruggeri, 73 anni, di Muro Leccese, al centro dell’inchiesta.

Stiamo parlando di: Antonio Ermenegildo Renna, 68 anni, di Alliste, commissario straordinario unico dei consorsi di bonifica; il consigliere regionale Mario Romano, 73, di Matino; Massimiliano Romano, 53, di Matino; il medico Elio Vito Quarta, 78 anni, di Carmiano; l'imprenditore Fabio Marra, 56, di Galatone; l’ex direttore generale della Asl Lecce Rodolfo Rollo, 62, di Cavallino; suor Margherita Bramato, 73, di Tricase; Luigi Marzano, 76, di Leverano; Vito Caputo, 62, di Nardò; Silvia Palumbo, 41, di Racale; Michele Antonio Adamo, 69, di Nardò; Graziano Musio, 68, di Matino; Antonio Greco, 50 anni, di Carpignano Salentino.

In tre, ottennero invece il proscioglimento (confermato anche in appello), già in sede di udienza preliminare: Pierpaolo Cariddi, 57 anni, ex sindaco di Otranto (difeso dagli avvocati Gianluca D’Oria e Mauro Finocchito); l’ingegnere Emanuele Maggiulli, 57, di Muro Leccese, ex dirigente dell’Ufficio tecnico di Otranto (difeso dall’avvocato Antonio Quinto); il sindaco di Scorrano, Mario Pendinelli, 58 anni (difeso dall’avvocato Corrado Sammarruco). Per questi, la sentenza fu di non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” e riguardava due vicende attribuite in concorso allo stesso Ruggeri.  La prima, sul lido Atlantis (qui, è riportata l’intera vicenda), in cui erano ipotizzati per tutti e tre i reati di abuso d’ufficio e falso; la seconda, su una presunta corruzione elettorale, chiamava in causa solo Ruggeri e Pendinelli.  

A difendere gli imputati, gli avvocati: Salvatore Corrado, Giuseppe Fornari, Massimo Manfreda, Luigi Covella, Francesco Fasano, Gabriella Mastrolia, Francesco Vergine, Stefano De Francesco, Giuseppe Lelio, Luigi Corvaglia, Pierluigi Portaluri, Dario Congedo, Mario Coppola,  Antonio Costantino Mariano, Francesco Romano, Carlo Viva, Sabrina Conte, Maria Greco, Francesca Conte, Dario Paiano, Demitri Conte, Remo Cagnazzo, Giovanni Montagna, Maria Antonietta Martano, Gaetano Castellaneta, Donato Sabetta.

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