Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Tricase

Recuperati diciannove migranti nel basso Salento. Scafisti in fuga

A Marina Serra, le Fiamme gialle fermano un gruppo di clandestini, tutti uomini, condotti dalla Grecia a bordo di un gommone oceanico. Gli scafisti, inseguiti, sono riusciti a scappare grazie alla velocità del proprio mezzo

TRICASE – Ancora sbarchi nel Salento. Sono diciannove i disperati, rintracciati nelle prime ore della notte, che si vanno ad aggiungere nel conteggio totale di questo 2012. I migranti viaggiavano a bordo di un’imbarcazione veloce, più precisamente un gommone oceanico, avvistato a circa 10 miglia dalla costa adiacente alle marine di Tricase, dalle unità aeronavali e terrestri delle Fiamme gialle.

In particolare, le operazioni di pattugliamento delle coste, da parte dei militari della Guardia di Finanza, erano iniziate già ieri sera: è stato un guardacoste, in servizio di vigilanza nel Canale d’Otranto, a notare il natante, proveniente presumibilmente dalla Grecia e in cerca dell’approdo nel Salento. Costantemente monitorato da mezzi navali della Guardia di Finanza, intorno alle 2.50, il gommone oceanico raggiungeva la località “Marina Serra”, facendo sbarcare a terra i clandestini e riprendendo a forte velocità il largo.

Scattava, quindi, l’operazione coordinata delle Fiamme gialle: a terra, i finanzieri del Comando provinciale di Lecce individuavano e fermavano i 19 immigrati; a mare, le unità navali del gruppo aeronavale di Taranto e del reparto operativo aeronavale di Bari, che avevano lasciato sbarcare i migranti per garantirne l’incolumità, si lanciavano all’inseguimento del natante che, ad eccezionale velocità (55 nodi)DSCN2539-2, riusciva ad allontanarsi dalle coste italiane e a fare ritorno, presumibilmente, verso le coste greche o albanesi.

I diciannove migranti, presumibilmente di nazionalità afgana e pakistana, tutti maschi, tutti in buone condizioni di salute, sono stati condotti dai finanzieri presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, dove, unitamente alle altre forze dell’ordine, sono state avviatre le procedure di identificazione e verbalizzazione. Sul posto anche il personale della Misericordia.

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