Recuperato un cadavere in mare: svanite speranze per l'uomo scomparso

All'alba erano riprese le ricerche del 59enne di Castiglione d'Otranto di cui non si avevano notizie da mercoledì: auto ed effetti personali erano stati ritrovati a Marina di Andrano

Una foto delle ricerche di questi giorni.

GAGLIANO DEL CAPO – Dubbi ce n’erano pochi, ma per avere la certezza assoluta che fosse di Michele Arsieni, quel corpo che ormai da due giorni si trovava in mare, è stata necessaria la triste incombenza del riconoscimento da parte della famiglia, una volta che la motovedetta ha raggiunto il porto di Santa Maria di Leuca.  

E’ stato un recupero difficile, quello del cadavere dell’imprenditore 59enne, residente a Castiglione d’Otranto, perché, dopo il primo avvistamento davanti alla Grotta Verde, nella marina di Andrano, le forti correnti l’hanno trascinato verso sud, a circa 12 miglia di distanza. Tanto che oggi è stato rivenuto a un centinaio di metri circa dalla costa di Gagliano del Capo dai nuclei di soccorso subacquea e acquatico regionale che operano con i sommozzatori dislocati presso il reparto volo dei vigili del fuoco. Ed è stato recuperato da una motovedetta della guardia costiera.  

Le operazioni coordinate dalla capitaneria di porto e con il supporto dei vigili del fuoco, erano ricominciate all’alba di oggi, dopo le infruttuose ricerche di ieri. Di Arsieni non si avevano notizie dal pomeriggio di mercoledì quando a Marina di Andrano erano stati ritrovati la sua autovettura e, sugli scogli, un portafogli e un paio di pantaloni, nei pressi della Grotta Verde, dove l'uomo era solito fare il bagno.

Un avvistamento fatto dal lungomare di una sagoma riconducibile a quella di un essere umano, segnalata ai carabinieri, aveva fatto scattare un primo allarme, diventato ancora più pressante dopo il ritrovamento degli effetti personali del 59enne. La direzione delle correnti registrata negli ultimi giorni ha reso possibile il trascinamento del corpo per miglia e miglia, da Marina di Andrano fino alle acque antistanti Gagliano del Capo. Recuperata la salma dal mare, la motovedetta Cp 866 si è quindi diretta a Santa Maria di Leuca per riportarla a terra e consentire alla famiglia, almeno, di dargli una degna sepoltura. Perché in altre occasioni non è stato possibile nemmeno questo.

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Onde e dal vento di questi giorni hanno rischiato, come altre volte, di far scomparire il corpo per sempre, risucchiato oltre il traverso di Gagliano del Capo-Santa Maria di Leuca, oltre le acque territoriali.

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