Danni da maltempo: per la furia del vento affonda pure un peschereccio

Non solo alberi e pali. A Otranto è colata a picco una barca lunga 7 metri. E' stato possibile recuperarla questa mattina

OTRANTO – Quarantott’ore di allerta arancione, la furia del vento di tramontana. Tutto il peso dell’ennesimo colpo assestato dal maltempo s’è fatto sentire nel Salento con pali e alberi caduti, anche addosso ad autovetture in sosta, calcinacci piombati dai palazzi e chiusure precauzionali di giardini pubblici a Lecce.

A farne le spese, fra l’altro, è stato anche un peschereccio. Era ormeggiato nei pressi della banchina di riva del porto di Otranto, nei pressi di via Guardia Costiera. La barca, di 7 metri di lunghezza, di proprietà di un pescatore locale, è andata a fondo nella nottata fra il 5 e il 6 febbraio. Per un giorno intero, si è vista affiorante a pelo d’acqua solo la tuga (la cabina di comando).

Sul posto, un sopralluogo della guardia costiera. Si è dovuto però attendere che il vento si placasse, perché la barca potesse essere recuperata. Come sempre, in questi casi, il rischio era soprattutto di tipo ambientale, legato al possibile i sversamento di idrocarburi in mare, sebbene l’imbarcazione in questione non avesse molto gasolio a bordo, e quindi non c’era molto tempo da perdere. Per fortuna, questa mattina le condizioni meteomarine si sono presentate decisamente migliori. E il proprietario dell’imbarcazione ha provveduto a sue spese, tramite un’impresa portuale, a farla ritornare in superficie.   

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E’ il secondo episodio di una barca colata a picco nel porto di Otranto, in tre anni. Nel marzo del 2017 toccò a una barca a vela, ma in circostanze del tutto differenti. In quel caso, si trattò di un incidente all’imbocco dell'area portuale che provocò una falla nello scafo di tale ampiezza da portare all’affondamento in pochi minuti. A bordo c’erano quattro stranieri che fecero giusto in tempo a raggiungere il molo.  

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