Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Ladro ferito e arrestato. Commerciante nei guai per tentato omicidio

I fratelli Antonio e Giuseppe Vizzino, di Minervino, in manette. Nei guai anche un complice. Il primo era stato ferito da un negoziante, nel reggiano, durante un tentativo di furto. Per evitare guai avevano inventato una storia

L'arma usata dal commerciante.

REGGIO EMILIA – Il fratello aveva raccontato di averlo trovato agonizzante, dopo essere stato ferito da un fendente. I carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia hanno svelato una vicenda molto più complessa, che alcune bugie studiate all’occorrenza non sono riuscite a nascondere. I militari del nucleo investigativo, infatti, hanno scoperto che un tentato omicidio, secondo la versione del fratello della vittima compiuto a Reggio Emilia, e un tentativo di furto in un’attività commerciale, episodi avvenuti entrambi la sera del 25 novembre del 2012, erano collegati in maniera assolutamente lampante. Uno, la conseguenza dell’altro.  

Protagonisti, due salentini trapiantati al nord, Antonio Vizzino, 56enne, e Giuseppe Vizzino, 41enne, originari di Minervino di Lecce, ed altre due persone, fra cui un commerciante. E, dunque, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la vittima del tentato omicidio – Antonio Vizzino, che quella notte era finito in terapia intensiva, a causa di un fendente con un coltello -, con il fratello ed un amico, si era recato a Scandiano per compiere un furto in un negozio. E sarebbe stato proprio il commerciante a ferire l’uomo, dopo averlo sorpreso.

Onde evitare di finire nei guai per il furto, il ferito, sempre secondo i militari, era stato condotto a Reggio Emilia, per inscenare l'aggressione nei pressi di un circolo locale, il “Buco Magico”, mentre il commerciante, a sua volta, aveva richiesto l'intervento dei carabinieri tacendo di aver accoltellato uno dei tre ladri. Il gip del Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste del sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ha dunque emesso tre provvedimenti restrittivi di natura cautelare nei confronti dei fratelli Vizzino e del complice, con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso ai danni del negozio scandianese.

Nel registro degli indagati, ovviamente, è stato iscritto anche il commerciante, che dovrà rispondere di tentato omicidio. Alle prime ore di oggi, i carabinieri del nucleo Investigativo, tra Reggio Emilia e la provincia di Lecce, hanno eseguito le tre ordinanze di custodia cautelare arrestando nel Salento, dov’erano tornati, i fratelli Vizzino. A Cavriago, invece, in provincia di Reggio Emilia, con la stessa accusa, i militari hanno sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di prestazione alla polizia giudiziaria, il 30enne G.M., originario di Napoli. Nei guai, come detto, anche il commerciante, G.T., 36enne, abitante a Scandiano, indagato a piede libero. Nel suo negozio, gli investigatori hanno sequestrato l’arma usata, un coltello da cucina.

I fatti, nello specifico, ebbero origine intorno alle 23,30 di domenica 25 novembre, quando il 56enne Antonio Vizzino, sorretto dal fratello, entrò al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova. Ai carabinieri fu raccontata una storia falsa. Ovvero, che l’uomo era stato aggredito all’intermo del parco “I Pioppi” (nella zona di Via Martiri di Cervarolo) da uno sconosciuto. Da lì, si sarebbe trascinato fino al vicino centro sociale per poi chiedere aiuto al fratello con il telefonino. Una verità smentita nel corso delle indagini. 

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