Il Regina Pacis inizia a cambiare volto. Abbattuta parte della recinzione

Prima centro di permanenza temporanea, è destinato a essere un albergo di lusso. Per il cantiere si attende il via libera della Soprintendenza

Il Regina Pacis, dal lato interno.

SAN FOCA (Melendugno) - I movimenti meccanici della pala abbattono con facilità interi pezzi della recinzione. All'interno di quello che è stato il centro di permanenza temporanea Regina Pacis sono in corso le prime attività per preparare la strada al cantiere per un hotel di lusso. 

Il procedimento è ancora in fase istruttoria, ma la Soprintendenza ha chiesto - prima di esprimersi sul progetto presentato dalla Pgh Queen Hotel dell'imprenditore Giancarlo Mazzotta (che è anche sindaco di Carmiano) -, di abbattere tutte quelle opere che furono tirate su nel periodo emergenziale, quello dell'accoglienza dei primi massicci flussi di migranti. In questo senso è stata presentata una segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

La zona sulla quale sorge il Regina Pacis originariamente era di proprietà della Curia e in parte del Comune di Melendugno ma l'amministrazione, a un certo punto, deciso di cedere la propria quota a condizione che se ne facesse una colonia per ragazzi e in base a questa destinazione l'area è rimasta poi vincolata fino al 2010. 

Acquisita da una società che faceva capo a Rico Semeraro,  è stata quindi ceduta a Mazzotta, già titolare di altre strutture ricettive lungo la costa. Nelle more di questi passaggi il Movimento 5 Stelle ha presentato - precisamento  nel giugno del 2014 - una mozione a firma della senatrice Daniela Donno per l'abbattimento e la riconversione al fine di evitare ultieriori interventi edilizi

Nell'agosto scorso la nuova proprietà ha illustrato il progetto, per il quale sono stati garantiti criteri di ecosostenibilità nelle costruzioni e di integrazione con la costa. Trattandosi di zona sottoposta a vincolo paesaggistico, è indispensabile il via libera della Soprintendenza per la modifica delle volumetrie. 

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Il Regina Pacis è un pezzo fondamentale della storia recente del territorio: come accertato da procedimenti giudiziari nei confronti del direttore del centro di permanenza temporanea, don Cesare Lodeserto, è stato anche lo scenario di violenze e maltrattamenti. Per non dimenticare quelle vicende, che finirono alla ribalta dell'opinione pubblica nazionale nell'incredulità di un contesto sociale che stentava a credere possibile il coinvolgimento del responsabile,  alla fine di settembre, per due giorni consecutivi, è stato anche il palcoscenico naturale di una rappresentazione teatrale nell'ambito del progetto "Verso terra", curato dall'autore e attore leccese Mario Perrotta. 

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