Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Registro tumori, preoccupa l'incidenza a polmoni e vescica nel Salento

Istituito nel 2008, è stato presentato oggi per la prima volta a Bari. Dati in linea con quelli nazionali, ma con alcune criticità a livello locale che vanno tenute sotto controllo

BARI – Il tumore ai polmoni e ai bronchi, purtroppo, spadroneggia, rappresentando il 18,1 per cento nel caso degli uomini. Nelle donne, invece, è il cancro alla mammella il più diffuso, con una percentuale del 29,2, rispetto d’incidenza rispetto alle altre patologie tumorali.

Sono alcuni dei dati diffusi oggi nel corso della presentazione del primo Registro tumori in Puglia, regione in cui ogni anno, ammoniscono gli analisti, si ammalano mediamente 11mila uomini (pari a sei ogni mille abitanti) e 9mila donne (quattro ogni mille).

Secondo gli esperti, riuniti presso la sala convegni della Regione Puglia, il dato si colloca in linea con il trend nazionale e, in alcuni casi, è anche inferiore.

Il registro è stato istituito nel 2008 con una delibera regionale. Contiene i dati relativi alle sei province pugliesi e analizza in particolare l’incidenza delle patologie tumorali, l’indice di mortalità e la sopravvivenza  entro i cinque anni dalla scoperta della malattia. Sono quattro, per ora, le province pugliesi che hanno ottenuto l’accreditamento presso l’Associazione italiana registro Tumori (Airtum). Bari e Foggia l’avranno a breve.

“La novità del registro tumori in Puglia è che consente di avere un rapporto globale del territorio”, ha spiegato Giovanni Gorgoni, direttore del Dipartimento della salute di via Capruzzi. “Non solo. Per la prima volta è stato inserito l’indice relativo alla sopravvivenza entro cinque anni dalla scoperta della malattia”. “I dati - ha aggiunto Gorgoni - saranno accessibili a tutti sul portale della salute della Regione Puglia”.

Nel dettaglio, il rapporto 2015 è stato illustrato da Lucia Bisceglia, che opera presso del centro di coordinamento del Registro tumori pugliese. Ed è stata lei a chiarire che “il dato relativo alla totalità dei tumori nella nostra regione è in linea e anche inferiore a quello nazionale”. Tuttavia, “si riscontrano alcune criticità territoriali per alcune tipologie di tumori: quella maggiore è rappresentata, per gli uomini – ha spiegato -, dal tumore al fegato che nella Bat ha un’incidenza del 33 per cento contro  il 20,3 per cento della media nazionale”.

“L’altro elemento di criticità – ha aggiunto - è legato al cancro ai polmoni che vede un’incidenza preponderante nelle province di Lecce e nel capoluogo tarantino”. Ancora: “Un altro dato, decisamente superiore al trend nazionale, è quello riferito al tumore alla vescica. In questo caso – ha detto - si riscontra un dato preoccupante nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto”.

20160916 rapporto tumori-1-2Si tratta, sostanzialmente, di una conferma rispetto a quanto raccolto prima del 2008. Dei dati riguardanti il quinquennio 2003-2008, si era discusso nel corso dell’estate in un convegno organizzato presso il Castello di Otranto dall’associazione Sos per la vita Onlus e dalla sezione locale della Lega navale. A illustrarli, era stato Fabrizio Quarta, dirigente dell’Unità operativa di statistica ed epidemiologia dell’Asl di Lecce, secondo il quale, l’incidenza e la mortalità molto alte per tumori a polmoni e vescica nell’area salentina, potrebbe essere correlata a fattori occupazionali (sia nel territorio, sia tenendo conto del ruolo delle migrazioni), ambientali (con riferimento preciso a esposizioni alle emissioni di poli industriali e, indoor, al radon) e agli stili di vita, in primis il fumo attivo.

Tornando alla presentazione odierna, fra le peculiarità del Registro tumori vi è quella di consentire anche l’analisi dell’andamento nel tempo di alcune patologie. Dal che si evince, per esempio, come sia preoccupante al momento “la crescita del tumore alla tiroide e del melanoma cutaneo”, come detto sempre da Lucia Bisceglia.

Nello stesso ambito, è stato inoltre condotto anche uno studio sull’incidenza dei tumori infantili in tutta la Puglia. Ed è emerso un eccesso del 30 per cento nell’area tarantina. Anche questo un dato che deve condurre alla riflessione.  

Infine, anche in merito alla sopravvivenza entro i cinque anni dalla scoperta della malattia, i dati regionali sembrano in linea con la media nazionale e, in alcuni casi, più incoraggianti. E’ l’esempio caso del cancro alla mammella e dei tumori ematologici.

Tirando le somme, Lucia Mangone, presidente nazionale di Airtum, ha posto l’accento sull’implementazione di screening riservati alla popolazione. E, a tale proposito, ha evidenziato un elemento importante: al Nord rispetto al Sud sono maggiori le possibilità di sopravvivenza nonostante la più alta incidenza di patologie tumorali.

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