Condannato per associazione mafiosa e licenziato, giudice stabilisce reintegra

La sentenza ha stabilito che un dipendente di una cooperativa locale, specializzata nella pulizia di immobili, debba essere reintegrato

Foto di repertorio.

LECCE – Il licenziamento “per giusta causa” è risultato illegittimo: scatta la reintegra per un lavoratore condannato in passato per 416 bis, il reato di associazione di tipo mafioso. Lo ha stabilito  il giudice del lavoro del Tribunale di Lecce nei confronti del dipendente di una cooperativa sociale salentina, specializzata in pulizia degli immobili e sanificazione degli impianti, ora condannata anche al risarcimento parziale di alcune precedenti mensilità.  

La cooperativa si era avvalsa del licenziamento preventivo come giusta causa. Uno strumento utilizzato dalle aziende per evitare le interdittive antimafia davanti alla presenza di dipendenti con precedenti penali, come accaduto anche in altri casi analoghi in passato. In questo caso però il lavoratore, licenziato il 31 gennaio dello scorso anno, aveva a carico un procedimento penale anteriore al tempo dell’assunzione.

Scontata la condanna per associazione mafiosa, ha presentato il ricorso difeso dagli avvocati Gabriele Garzia e Giulio Insalata. Il giudice Donatella De Giorgi ha accolto il ricorso presentato dai legali e optato con la reintegra piena del dipendente, tutelando i suoi diritti al lavoro.

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