Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Centro polivalente, niente soldi per gli stipendi. La replica della cooperativa Cesfet

La onlus si dichiara schierata al fianco dei dipendenti e chiede la collaborazione dei sindacati che, nel frattempo, hanno proclamato lo stato d’agitazione. A monte vi sarebbero gli annosi ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni

@TM News/Infophoto

LECCE – I tre sindacati confederali insieme ad Ugl hanno proclamato lo stato d’agitazione del personale che opera presso il Centro polivalente di Lecce, gestito da Cesfet onlus, dovuto ai ritardi nel pagamento degli stipendi. Oltre alle mensilità correnti, che a detta delle segreterie non verrebbero erogate regolarmente, nel rispetto del contratto nazionale di riferimento, i lavoratori rivendicano diversi emolumenti dell’anno corrente e stipendi arretrati del 2014, compresa la tredicesima mensilità del 2014 e le astensioni obbligatorie per maternità.

“Nonostante i dipendenti abbiano più volte richiesto delucidazioni in merito – scrivono i sindacati – il concessionario si è sempre dimostrato evasivo nelle risposte, prive di garanzie riguardo ai tempi ed alle modalità di erogazione. Sebbene la professionalità e l’alto livello qualitativo del personale in servizio sia ineccepibile, lo stress psicologico accumulato da tali situazioni potrebbe ripercuotersi sulla qualità del servizio. Pertanto annunciamo un sit-in presso la struttura, la cui data verrà comunicata successivamente”.

La replica della cooperativa non ha tardato, però, ad arrivare: “Siamo venuti a conoscenza, per le vie brevi della diffusione, di tale nota firmata dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl: nota che, per quanto destinatari, non abbiamo ricevuto”.

Cesfet prosegue ricordando come, da molto tempo, continuasse a denunciare la grave condizione in cui versa, al pari della maggior parte delle organizzazioni del terzo settore, “a causa dei ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni che si sono aggravati per la gestione dei fondi regionali destinati agli Ambiti territoriali per i cosiddetti buoni di conciliazione destinati ai servizi per i minori, i disabili e gli anziani”. Tale ritardo non consentirebbe, a detta della cooperativa, nemmeno di poter emettere le fatture per i servizi resi, in certi casi, come per gli asili nido, addirittura da un anno.

“I datori di lavoro del terzo settore sono costretti ad anticipazioni onerose per far fronte agli obblighi di legge, senza poter nemmeno utilizzare strumenti compensativi dei crediti vantati, appunto, nei confronti delle pubbliche amministrazioni – si legge ancora nella replica -. Le organizzazioni del terzo settore, in testa Confcooperative e Federsolidarietà (cui il nostro consorzio aderisce) stanno sollecitando da tempo la Regione Puglia ad affrontare in maniera radicale le difficoltà gestionali emerse”.

Cesfet ricorda di aver informato i lavoratori, nel corso delle varie assemblee, dei problemi esistenti; di aver impegnato tutte le risorse finanziarie, concesse dal sistema creditizio, con oneri a proprio carico e che “non saranno mai riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni debitrici”, al fine di contenere i ritardi ed i relativi disagi.

“Abbiamo anche richiesto un incontro con l’assessore competente ed i referenti regionali del welfare che si è tenuto presso la sede della Regione Puglia, a Lecce, un paio di settimane addietro, sempre per trovare soluzioni ai problemi e abbiamo richiesto, da ultimo, un incontro con il prefetto Claudio Palomba per significare la gravità della situazione che finisce per ripercuotersi sugli amministratori, sui soci delle cooperative concessionarie dei servizi ma, soprattutto, sui lavoratori (soci e non) che vengono retribuiti con un ritardo orami sistematico e al cui fianco siamo schierati, così come vorremmo avere i loro sindacati schierati al nostro fianco, per ricercare e ottenere insieme soluzioni”, conclude la nota.

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