Residenza per anziani nel parco, proteste alla posa della prima pietra

A Neviano sono dovuti intervenire i carabinieri quando una quindicina di cittadini hanno contestato il primo cittadino. Esposto anche uno striscione. Ospite era il vescono di Nardò-Gallipoli. La casa sarà edificata nel parco "Croce Cazzanti", una zona panoramica. E c'è il rischio di denunce

NEVIANO – C’era il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, invitato proprio per una benedizione e la simbolica posa della prima pietra, e c’era tutta l’amministrazione al completo, in testa il sindaco di Neviano, Silvana Cafaro, per inaugurare i lavori della nuova residenza per anziani voluta dal Comune. Ma alla fine sono dovuti arrivare anche i carabinieri dipendenti dalla compagnia di Gallipoli quando la situazione s’è fatta tesa. Forse in modo non del tutto inaspettato, perché critiche e proteste in zona non sono certo nel tempo.

Qualche giorno prima in paese la prima cittadina aveva fatto affiggere anche vari manifesti per invitare i nevianesi all’appuntamento. E più di qualcuno, in effetti, s’è recato puntuale a mezzogiorno, ma non tutti per battere le mani. Una quindicina circa, infatti, sono stati i contestatori che hanno voluto esporre un ampio striscione, in grado di rievocare e sintetizzare in poche parole tutta la polemica emersa su quest’opera: “Sindaco, stai inaugurando lo scempio del balcone sul Salento”.

La residenza per anziani è in via di costruzione, infatti, nel parco “Croce Cazzanti”, nei pressi di via Dante, non lontano dalla chiesa della Madonna delle Nevi. Un luogo collinare da cui si domina un’ampia fetta di territori vicini. Da qui, appunto, l’appellativo di balcone. Su quel luogo esisteva in passato un vincolo paesaggistico. Una deroga ha permesso di progettare e appaltare l’opera (valore, oltre 1 milione e 600mila euro, bando vinto da una ditta di Soleto), ma non tutti, evidentemente, sono d’accordo, e fra questi quanti evidentemente hanno inteso oggi manifestare il loro disappunto.

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Nessuno ha esposto simboli di movimenti ambientalisti o di partiti. A rappresentare la contrarietà all’opera c’è stato solo quel manifesto aperto da alcuni fra i più giovani. Oltre alle immancabili urla. E non sono mancati anche alcuni momenti di tensione. I carabinieri stanno ora cercando di identificare chi ha partecipato. Non si esclude il rischio persino di qualche denuncia per manifestazione non autorizzata. 

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