Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Residui bellici pericolosi: "La Provincia controlli"

Dopo il nuovo caso di un militare leccese ammalato di cancro, il coordinatore dell'Osservatorio della Torre di Belloluogo scrive al presidente Pellegrino: "Verificare se esistono ragioni di pericolo"

La zona di Frigole vista dal satellite con Google Earth.

Esisteranno motivi di pericolo per il Salento? Il nuovo caso di tumore che ha colpito, purtroppo, un militare salentino oggi 29enne e portato in evidenza da Falco Accame, presidente nazionale di Ana-Vafaf porta inevitabilmente alla discussione, anche perché, rispetto a decine di casi che sono imputabili alle missioni all'estero, nell'occasione la contaminazione con qualche materiale bellico nocivo potrebbe essere avvenuto nel corso di un'esercitazione nel campo di Torre Veneri, a Frigole, marina a pochi chilometri da Lecce. "Nel 1999 raccoglieva bossoli senza alcuna protezione presso il poligono di Torre Veneri a Frigole", ha ricordato Accame parlando del caso del carrista. "Ci si chiede perché non siano state adottate nei poligoni elementari norme di protezione per la raccolta dei residuati bellici, norme che valgono anche indipendentemente dal fatto che si tratti di residuati bellici all'uranio". Se non si tratta necessariamente di uranio impoverito, sotto accusa restano comunque i residui bellici nocivi per la salute.

Beniamino Piemontese, coordinatore dell'Osservatorio della Torre di Belloluogo (https://www.torredibelloluogo.com), a tale proposito chiede l'intervento del presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino. "A seguito delle notizie riportare ormai da tempo circa l'esistenza di gravi patologie tra i militari a causa dell'uranio-killer nel Salento, in particolare nella zona del poligono militare di Torre Veneri (presso Lecce) - scrive il coordinatore -, chiedo di voler dare corso a tutti gli atti ed a tutte le iniziative istituzionali per verificare l'esistenza di gravi ragioni di pericolo per l'incolumità pubblica delle popolazioni salentine, oltre che per i militari in servizio, a causa delle contaminazioni da uranio nelle zone militari che insistono nel territorio della provincia di Lecce".


La missiva, inoltrata anche a Nicola Sticchi, presidente della Commissione ambiente della Provincia di Lecce, Mario Fiorella, presidente della sezione di Lecce di Legambiente, Marcello Strazzeri, preside della facoltà di Scienze sociali e del territorio dell'Università del Salento e fondatore dell'Osservatorio permanente sull'Ambiente e a Valentina Stamerra, componente dell'Osservatorio permanente sull'Ambiente, è un segnale di interessamento doveroso e di richiesta di controlli mirati verso un problema che non può restare ai margini.

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