Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Restauratori a lavoro per strada: "Non siamo fantasmi"

Manifestazione degli operatori del comparto Restauro di Lecce stamane vicino la Chiesa di Sant'Irene, contro l'assenza di risposte da parte del Ministro dei Beni culturali alle loro contestazioni

LECCE - Laboratori di restauro improvvisati nelle stradine del centro storico di Lecce, in particolare lungo Corso Vittorio Emanuele, nei pressi della Chiesa di Sant'Irene. Hanno scelto di protestare in questo modo, stamattina, una decina di restauratori leccesi, stanchi di essere trattati come "fantasmi" dal Ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che sembra ignorare le loro richieste, riguardanti la modifica dei criteri d'accesso al bando per il conseguimento della qualifica per restauratore, ritenuti troppo restrittivi.

Se entro il 31 dicembre 2009 tali criteri non subiranno modifiche, saranno, infatti, migliaia gli operatori del comparto del Restauro che rischieranno il posto di lavoro. In particolare a sollevare polemiche è la clausola, con valenza retroattiva, che prevede la dimostrazione di otto anni di esperienza professionale in cantiere di restauro, con responsabilità diretta, entro il 2001. Sono a rischio, perciò, tutti coloro che non riusciranno a certificare tale requisito. "Il lavoro dei restauratori - ha spiegato Simona Cancelli, Coordinatrice Provinciale di Fillea Restauro - spesso in ombra e poco conosciuto, poiché avviene spesso nel chiuso di una bottega, è stato messo in piazza per cercare di rendere visibili questi lavoratori a lungo considerati come fantasmi. Se il Ministero dei Beni culturali continuerà a non dare risposte alle nostre istanze - continua - il 12 dicembre scenderemo in piazza a Roma per manifestare".

Nell'ambito dell'iniziativa è stata allestita la mostra nazionale "I fantasmi dei cantieri", testimonianza della memoria storica dei restauri in Italia, attraverso il racconto di chi li ha realizzati. Sono stati distribuiti, inoltre, dei volantini informativi, con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che riguardano il lavoro del restauro e il riconoscimento della qualifica dei restauratori e dei collaboratori. E intanto si raccolgono anche le firme per una petizione popolare al Presidente della Repubblica.

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