Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Resti umani trovati in un pozzo, un team di esperti al lavoro per sciogliere ogni mistero

Saranno il medico legale Alberto Tortorella e il professore Francesco Introna a eseguire gli esami del Dna e tutti gli accertamenti di antropologia forense necessari a sciogliere i dubbi sul ritrovamento di resti umani avvenuto nei giorni scorsi in un pozzo in contrada Sant’Anastasia a Matino. Un ritrovamento legato alla scomparsa di Ivan Giorgio Regoli

LECCE – Saranno il medico legale Alberto Tortorella e il professore Francesco Introna (ordinario di medicina legale nell’Università di Bari) a eseguire gli esami del Dna e tutti gli accertamenti di antropologia forense necessari a sciogliere i dubbi sul ritrovamento di resti umani avvenuto nei giorni scorsi in un pozzo in contrada Sant’Anastasia a Matino. Un ritrovamento che sembra inevitabilmente legato alla scomparsa di Ivan Giorgio Regoli, 30 enne di Matino, svanito nel nulla il 12 settembre del 2011, senza lasciare alcuna traccia (ad avvalorare questa ipotesi il riconoscimento di alcuni particolari da parte dei suoi parenti). Quel caldo pomeriggio di fine estate, una giornata qualunque, Regoli lasciò l'abitazione materna per dirigersi verso il centro del paese come era solito fare. Nulla faceva presagire a un allontanamento o una qualsiasi tragedia.

Il 30enne, infatti, indossava solo una maglietta nera con un disegno viola, una paio di bermuda neri, e scarpe da ginnastica bianche. Con sé aveva solo 3 euro e il suo cellulare, che da quel giorno, però, è rimasto spento. I famigliari del ragazzo scomparso sono sempre stati convinti che non si sia trattato di un allontanamento volontario, anche perché quel pomeriggio Ivan sarebbe dovuto andare a trovare l’ex moglie. Un incontro mai avvenuto. A suffragare l'ipotesi della tragedia, secondo la mamma Antonia, che in questi mesi ha cercato disperatamente di avere di notizie di suo figlio, il fatto che gli oggetti personali di Regoli (portafoglio, documenti e altro ancora) erano tutti nella casa materna. Una madre che spera ancora di poter riabbracciare il figlio.

Il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha conferito ai due esperti il compito di eseguire gli esami sulle ossa recuperate. Bisognerà innanzitutto stabilire con certezza che si tratti dei resti di Regoli, e poi accertare data e cause della morte. Gli esami inizieranno nelle prossime settimane nel dipartimento di medicina legale del policlinico di Bari, struttura più adatta per eseguire i complessi test di laboratorio.

Le indagini dei carabinieri della stazione di Matino e della compagnia di Casarano proseguono intanto serrate. Gli investigatori hanno raccolto una lunga serie di elementi circa la scomparsa del 30enne. Regoli, pur avendo alle spalle qualche piccolo precedente, non era un soggetto legato agli ambienti criminali o dedito a traffici di qualsiasi tipo. Cresciuto in un contesto famigliare difficile, era in cerca di un'occupazione fissa e si era separato dalla moglie. Un ragazzo come tanti, svanito nel nulla senza alcuna ragione apparente.

Al momento l’unico nome iscritto nel registro degli indagati (i reati ipotizzati sono omicidio e occultamento di cadavere) per la scomparsa di Ivan Regoli è quello di Antonio Coltura, 43enne di Parabita. Un’iscrizione avvenuta circa un anno fa dopo che la sua auto, una vecchia Fiat Punto, era stata sottoposta a una serie di esami per rilevare eventuali tracce di sangue. Esami che hanno dato esito negativo, così come altre ipotesi investigative. Per una strana coincidenza, però, il pozzo dove sono stati trovati i resti di Ivan regoli era di proprietà della sorella dell’indagato.

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