Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Reverse charge, contestata evasione Iva da 200mila euro

Iva evasa per 228mila euro, all'Agenzia delle entrate viene segnalata una società del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari del leccese. Il controllo riguardante la compravendita di immobili

DSC_1076-5

LECCE - Iva evasa per 228mila euro, all'Agenzia delle entrate viene segnalata una società del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari del leccese. Il controllo è stato svolto dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria. Riguardava la corretta applicazione della normativa fiscale sul regime dell'inversione contabile, il "reverse charge", applicabile anche alle cessioni di fabbricati funzionali all'attività d'impresa.

La materia è piuttosto tecnica. Secondo quanto rilevato, nel 2009, la società, avrebbe acquistato due fabbricati ed un terreno confinante, e, prima della stipula dei rogiti, avrebbe proceduto a concludere i preliminari di compravendita degli immobili, successivamente acquistati, definiti "strumentali" e delle aree edificabili annesse, inquadrando l'operazione come esente da Iva.


Ma alla luce di recenti pronunciamenti dell'amministrazione finanziaria, oggetto della compravendita non possono essere considerati i fabbricati, oramai privi di effettivo valore economico, ma, diversamente, l'area sui cui sorgono, riqualificata sulla scorta delle potenzialità edificatorie in corso di definizione. Il terreno costituirebbe da par suo l'elemento principale della cessione, mentre i fabbricati sarebbero solo un elemento accessorio, tanto più che era prevista la loro demolizione. Ragion per cui, la cessione deve essere ritenuta un'operazione imponibile, con aliquota al 20 per cento. Da qui, le contestazioni avanzate alla società.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Reverse charge, contestata evasione Iva da 200mila euro

LeccePrima è in caricamento