Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Revoca dell'incarico al sindacalista "scomodo". E' guerra legale in ateneo

De Pascalis, dirigente della Flc Cgil, dopo la revoca decisa dall'ex direttore Miccolis, si rivolge al giudice del Lavoro per ottenere il reintegro. Il sindacato parla di un "provvedimento che punisce l'esposto presentato in Procura"

Manfredi De Pascalis.

LECCE – Il clima di guerra fredda all'interno dell'ateneo salentino non accenna a scemare. Anzi,  spirano nuovi venti di polemica sindacale, sullo sfondo di una battaglia legale, dopo la decisione dell'ex direttore generale dell'università del Salento, Emilio Miccolis, di trasferire il dirigente della Flc Cgil, Manfredi De Pascalis in un altro ufficio, revocandogli il precedente incarico. Un'iniziativa datata 19 ottobre 2012 e presa in seguito a "ripetute pressioni", suggerisce la segreteria dello stesso sindacato.

A monte di tutto vi sarebbe lo scandalo, quanto meno mediatico, provocato dall'esposto depositato in Procura proprio dallo stesso De Pascalis che ha deciso di agire contro il direttore Miccolis in virtù di "presunte irregolarità ed illegittimità nella gestione delle procedure concorsuali presso l'ateneo". Le denunce, anche verbali, su "un' amministrazione poco convincente e poco trasparente" dell'Università del Salento, hanno tenuto banco per mesi, infiammando gli animi delle due fazioni: sindacati contro ateneo.

Flc Cgil non ha molti dubbi, quindi, nel ricondurre il provvedimento adottato da Miccolis al forte  impegno sindacale del dirigente, tale da renderlo "un personaggio scomodo". Quell'incarico revocato, peraltro, sarebbe stato non un ruolo secondario ma "decisamente rilevante ai fini della trasparenza degli atti".

"Il trasferimento in questione – incalza Cgil senza giri di parole - è stato effettuato in difformità delle norme contrattuali e, così come emerso, esclusivamente per fini punitivi".

L'organizzazione sindacale non è stata a guardare, ed ha operato pressioni sull'amministrazione universitaria  per sollecitare il "rispetto delle norme" e la contestuale revoca del provvedimento. Lo stesso De Pascalis, nel corso degli ultimi mesi, ha presentato istanze di revoca della mobilità senza ottenere, però,  "alcun riscontro positivo".

Il nuovo direttore generale si sarebbe "strumentalmente nascosto dietro l'esigenza di aspettare l'esito dell'azione giudiziaria in corso, quando invece è stato sufficiente l'articolo di un giornale, sulla questione in oggetto, pubblicato il 20 ottobre, per determinare la sospensione del dottor Miccolis e poi le sue dimissioni". Circostanza che, a detta di Flc Cgil, "dimostra la non volontà di revocare un provvedimento adottato per fini punitivi".

La mancanza di risposta e questa presunta chiusura dell'ateneo su questo fronte ha spinto il sindacato ad inoltrare, nei giorni scorsi, una segnalazione al dipartimento della funzione pubblica, ai sensi del comma 51 dell' articolo 1 della legge 190 del 2012, meglio nota come "legge anticorruzione".

Questa norma stabilisce che “il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, aventi effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia”.

Flc Cgil spiega il senso dell'articolo di legge che "tende proprio a colpire comportamenti discriminatori come quelli posti in essere dall'ex direttore generale dell'università del Salento nei confronti del dirigente sindacale della Flc Cgil, Manfredi De Pascalis".

Il sindacalista ha anche pensato di tutelare la sua posizione ricorrendo alle vie legali,  presentando un ricorso al giudice del lavoro di Lecce per essere reintegrato nel suo precedente incarico, "consapevole che la giurisprudenza del lavoro ha stabilito che il trasferimento di un dipendente deciso per finalità punitive è illegittimo".

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