I box di casa come laboratori di botti illegali: revocata la licenza pirotecnica

Per un 39enne di Sannicola, arrestato e poi rimesso in libertà nei giorni scorsi, la polizia ha ritirato l’autorizzazione rilasciatagli nel 2000. La decisione della prefettura alla luce dei precedenti specifici dell’uomo

Parte del materiale sequestrato dalla polizia.

GALLIPOLI- La condotta di uno dei due arrestati, lo scorso 5 dicembre, è stata ritenuta pericolosa per la pubblica sicurezza: la prefettura di Lecce gli revoca la licenza di pirotecnico rilasciatagli nel 2000. La notifica del provvedimenti è stata eseguita nella giornata di martedì, dagli agenti del commissariato di Gallipoli, nei confronti di Amodio Maggio, 39enne di Sannicola fermato assieme al padre e poi tornati entrambi in libertà per assenza di esigenze cautelari.

I poliziotti hanno infatti proceduto al ritiro del titolo autorizzatorio a disposizione dell’uomo: quest’ultimo era stato anche denunciato nel marzo del 2018, sempre per  detenzione abusiva di materiale esplodente e ha alle spalle una condanna per accensioni ed esplosioni pericolose riportata nel 2012. Padre e figlio erano stati fermati in flagranza di reato e ritenuti responsabili di aver fabbricato, in casa e senza licenza, prodotti esplodenti non riconosciuti e non classificati dal Ministero dell’Interno e privi del contrassegno comunitario, risultati confezionati in modo artigianale.

Nei garage di pertinenza delle abitazioni dei due arrestati,  infatti, gli agenti del commissariato avevano rinvenuto e sottoposto a sequestro cento chili  di materiale pirotecnico non classificato e oltre 80 confezioni che contenevano tutto il necessario per la produzione dei manufatti.

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