Ribaltamento della stazione, il Tar aggiudica il primo round al Comune

Respinta dalla Prima Sezione l'istanza cautelare presentata dalla società classificatasi al terzo posto in merito all'affidamento della direzione dei lavori

La sede del Tar di Lecce.

LECCE – Il Tar di Lecce aggiudica il primo round all’amministrazione comunale nella partita preliminare all’avvio del cantiere per il ribaltamento della stazione ferroviaria.

La Prima Sezione, con una ordinanza del presidente Antonio Pasca, ha rigettato la domanda di tutela cautelare presentata dalla società terza classificata, la Rpa srl, nella graduatoria per l’aggiudicazione della direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione per l’intervento denominato “Lavori di prolungamento del sottopasso ferroviario con annesso nodo intersettoriale per la mobilità e la sosta propedeutici al ribaltamento della stazione ferroviaria di Lecce”.

Il relativo bando era stato pubblicato il 19 maggio del 2017 per un importo di poco superiore ai 700mila euro con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa miglior rapporto qualità prezzo.  Alla gara hanno partecipato cinque operatori economici. L’aggiudicazione è stata formalizzata con la determina del 4 settembre scorso a firma del dirigente del settore Contenzioso del Comune: al primo posto il raggruppamento temporaneo di professionisti formato da Csb Engineering Srl, Tecnosistem Spa e Ia.Ing srl. La Rpa ne ha chiesto l’esclusione e il conseguente affidamento o, in subordine, il risarcimento del danno per equivalente.

Il Tar, nella sommaria valutazione propria della fase cautelare, non ha ravvisato motivi di fondatezza, bensì un profilo di inammissibilità perché il ricorso è stato presentato solo l’8 ottobre quando invece la stazione appaltante aveva ricevuto la diffida il 2 gennaio precedente. Il termine dei 30 giorni previsto dal Codice di procedura amministrativa era dunque ampiamente decorso.

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Vi è anche un accenno alla sostanza del ricorso presentato dall'avvocato Gianluigi Pellegrino: “Appare, inoltre, ostativa – è scritto infatti nell’ordinanza - la circostanza che i motivi di ricorso sono volti a contestare, nel merito, le valutazioni tecnico-discrezionali dell’amministrazione, le quali, in ogni caso, appaiono immuni da vizi evidenti o gravi, posto che il sindacato giurisdizionale in questa materia è limitato ai casi di macroscopiche illegittimità, quali errori di valutazione gravi ed evidenti oppure valutazioni abnormi o inficiate da errori di fatto”. Il giudizio nel merito è stato fissato in udienza pubblica per il prossimo 9 gennaio: in questo modo il Tar ritiene di scongiurare l’eventuale pregiudizio grave e irreparabile per il ricorrente.

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