Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Accusato di aver sparato alla testa col fucile da sub, ora è ricercato per tentato omicidio

I carabinieri sono sulle tracce del 30enne montenegrino che ieri, nel campo nomadi "Panareo", avrebbe colpito un connazionale utilizzando l'attrezzo per la pesca. Alla base del gesto, forse un raptus di gelosia maturato al termine di una lite

LECCE – Sarebbe un 30enne originario del Montenegro, già noto alle forze dell’ordine, l’autore del singolare ferimento verificatosi ieri nel campo nomadi “Panareo” che sorge in territorio di Lecce, a ridosso della strada provinciale per Campi Salentina. L’uomo si è reso irreperibile ed è attivamente ricercato per tentato omicidio dai carabinieri della stazione di Santa Rosa e dai colleghi del nucleo operativo e radiomobile.

Nel tardo pomeriggio di ieri, Halisa Berisa, è stato colpito alla testa con una fiocina esplosa con un fucile da sub, successivamente sequestrato dai militari. Ne avrà per 30 giorni, ma in realtà s’è sfiorata la tragedia, anche perché dalle prime ricostruzioni, pare che il 30enne, probabilmente in preda ad un raptus di gelosia, abbia mirato alla testa della vittima, ritenuta responsabile di aver importunato sua moglie.

E la scena che si è presentata ai medici del pronto soccorso del “Vito Fazzi” deve essere stata davvero singolare nella sua oggettiva drammaticità: un uomo ferito con un corpo metallico conficcato in una zona molto delicata della testa, poco sopra l’orecchio sinistro. E' stata necessaria un'operazione chirurgica per estrarre la fiocina mentre la Tac ha escluso conseguenze per tessuti e organi vitali: l'uomo è ora ricoverato per una ferita intracranica nella zona tempo-parietale sinistra con contusione della corteccia cerebrale. 

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