Cronaca Nardò

Riceve concessione edilizia, ma il casolare non esiste

Nardò: nei guai un artigiano ed un geometra. Avrebbero indotto in errore il Comune, elaborando un progetto per la ristrutturazione di un immobile che si trova altrove, edificando così in un terreno

Il casolare abbandonato.

Hanno cercato di aggirare l'ostacolo della concessione edilizia usando uno stratagemma abbastanza ingegnoso, ma non tanto da non essere smascherati dai carabinieri della stazione di Nardò. Un artigiano neretino ed un geometra originario di Napoli, entrambi fino ad oggi mai un guaio con la giustizia, hanno richiesto ed ottenuto dal Comune un permesso di costruzione nei dintorni dell'incantevole marina di Santa Maria al Bagno. E fin qui, tutto bene, se non fosse che il sito non esiste. Meglio, qualcosa esiste, ma non certo dove è stato segnalato agli uffici comunali. In buona sostanza, l'artigiano risulta proprietario di un terreno agricolo. Un luogo soggetto a vincolo e dove quindi non si sarebbe potuta porre per terra neanche una pietra. Ma siccome in Italia la fame di mattone è tanta, c'è sempre qualcuno che non si arrende e che ne inventa una più del diavolo per edificare.

E' accaduto così che l'artigiano abbia fatto redigere al geometra un elaboratissimo progetto, rifinito in tutti i dettagli, talmente ben ideato da indurre in errore il dirigente del settore Urbanistica. Il progetto presentato al Comune era infatti corredato da elaborati tecnici e fotografici, teso ad ottenere la concessione edilizia per la ristrutturazione di un vecchio rudere. In realtà, un cadente manufatto che su quel terreno non esiste affatto. Semplicemente, si trova altrove. Ma proprio in questi giorni in cui gli uffici del settore Urbanistica di Nardò sono stati oggetto di un attentato incendiario notturno, le indagini si sono ovviamente intensificate, tirando fuori qualche ragnatela. E dalla scoperta del "trucchetto" ne è scaturita l'emissione di un'ordinanza da parte dell'Ufficio tecnico di ripristino dei luoghi, con la alla demolizione delle opere già effettuate. L'artigiano ed il geometra ora dovranno rispondere davanti ai giudici di falso ideologico.

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