Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Richiesta unanime a Enel: "Ridurre le emissioni nocive"

Nel Consiglio monotematico maggioranza e opposizione chiedono a Enel la riduzione delle emissioni a Cerano. Pellegrino: "Enel non lo farà: piuttosto si può chiedere che utilizzi carbone bianco"

In buona sostanza maggioranza e opposizione a Palazzo Carafa hanno dimostrato di avere le stesse idee sulla centrale Enel a carbone di Cerano. Il consiglio comunale convocato per questa mattina nell'aula consiliare del Comune di Lecce sul tema "Cerano: quali intese per possibili riduzioni di emissioni" e poi "Piano energetico Regionale: quali applicazioni sul territorio salentino", ha infatti trovato più o meno tutti concordi sulla richiesta a Enel di ridurre le emissioni. Ma non ha potuto dire la sua "Enel, l'energia che ti ascolta", perché non invitata a far parte dell'assise cittadina.

Il consigliere di An Vittorio Solero ha proposto di "porre in essere tutte le iniziative possibili a fine di ridurre le emissioni in atmosfera di combustibili derivati dagli impianti per la produzione di energia presso lo stabilimento di Brindisi e al contempo promuovere la ricerca in tema di energia". E poi la richiesta - che molto probabilmente finirà con un emendamento come tutte le altre - di "sottoscrivere un documento con quale si chiede al presidente della Ragione di intervenire per chiedere una consistente riduzione delle emissioni in atmosfera".

Antonio Rotundo, dai banchi dell'opposizione ha proposto all'amministrazione comunale "esempio e stimolo alla eco-sostenibilità, con interventi bioclimatici ed ecologici sui propri edifici di nuova costruzione o esistenti finalizzati al contenimento dei consumi energetici e alla micro-produzione di energia elettrica alternativa. Tutto questo dovrà poi essere posto alla base della trattativa con Enel per contrattare la necessaria riduzione della potenza della centrale di Cerano, in entità di proporzione che sarà prodotta da fonti ecosostenibili".

Hanno preso parte al consiglio comunale monotematico l'assessore all'Ambiente al Comune di Brindisi Antonio D'Autilia - il quale ha tenuto a dire che "il problema delle emissioni nocive è u problema che riguarda non solo Brindisi ma un territorio molto più vasto. Dal canto nostro, il Comune di Brindisi si sta attivando per utilizzare in maniera sempre più consistente le energie alternative" -, l'assessore regionale Michele Losappio e il presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino. Il quale ha trattato l'argomento diversamente da coloro che l'hanno preceduto: "Inutile chiedere a Enel di ridurre la produzione di energia, perchè così non otterremo nulla. Il carbone è una risorsa europea, a differenza di altri combustibili che siamo costretti ad acquistare altrove. Piuttosto a Enel si può chiedere di utilizzare carbone bianco, meno nocivo all'ambiente, e di utilizzare un filtraggio maggiore per contenere le emissioni. Sono d'accordo con la Regione quando si parla di prospettiva delle energie rinnovabili - ha detto Pellegrino - ma allo stesso tempo chiediamo alla Regione di guardare al Salento come città diffusa in un parco, nel rispetto proprio della sua peculiarità, di un territorio a maglie larghe, con i suoi 800mila abitanti che vivono in oltre cento tra Comuni e frazioni. Quindi sì alla produzione di energie rinnovabili, ma che rispondano a domande del tipo come, quando e soprattutto dove".

Ma cosa pensa Enel dell'assisse cittadina convocata per questa mattina? In comunicato stampa diramato dalla società per l'energia si legge: "Vorremmo aver letto male le dichiarazioni a senso unico rilasciate dal presidente del Consiglio comunale Eugenio Pisanò, allorquando dichiara che intende chiedere alla istituzioni un impegno generale perché "diminuiscano i pericolosi scarichi nell'aria del combustibile fossile" e che a tal fine chiede di "intervenire per ridurre le emissioni nocive della centrale a carbone di Cerano, pericolosissime per la salute".

"Intanto - continua la nota - rileviamo quanto sia singolare la maniera semplicistica con la quale si pensa di risolvere il problema dell'inquinamento pensando ad un'unica fonte di emissione, Cerano, cioè la Centrale Termoelettrica Enel "Federico II", ignorando tutte le numerose altre fonti che invece ne determinano il relativo livello.
Enel confida nella maggiore documentazione e riflessione del Consiglio Comunale e si augura che tutti siano venuti a conoscenza ed in possesso dei dati ufficiali prodotti dalla Regione Puglia in occasione della pubblicazione del Piano di Qualità dell'Aria, redatto da un articolato gruppo di illustri studiosi dell'ARPA Puglia, del CNR ISAC e delle Università del Salento e di Bari".

"Al fine di agevolare il lavoro di approfondimento politico previsto dall'organismo convocato per domani, riteniamo opportuno segnalare che le principali sostanze sulle quali rivolgere la riflessione sono: Composti Organici Volatili (COV), Ossidi di azoto (NOx), Ossidi di zolfo (SOx), Polveri totali (PTS), Biossido di carbonio (CO2), Metano (CH4). Ebbene, per ognuna di queste sostanze l'apporto attribuito dal Piano della Qualità dell'aria al settore della produzione energetica è pressoché pari a zero, come si può evincere facilmente dalla tabella ricavata dal Piano stesso che alleghiamo al presente comunicato.

Emerge, invece, l'apporto determinante di altri settori, quali: la produzione industriale, oltre 90 per cento di ossido di zolfo -Sox-, 4 per cento di ossido di azoto -Nox-, 20 per cento; composti organici volatili -COV-, 30% di polveri -PTS-, 65% di CO2); il trasporto terrestre (37,5% di NOx, 36,5 di COV, 54% di PTS, 23% di CO2); l'agricoltura (10,5% di metano); i rifiuti (78% di metano e 12% di NOx)".

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