Multato dall’autovelox, ricorre al prefetto. Ma a dargli ragione è il giudice di pace

Un automobilista presenta ricorso agli uffici di via XXV Luglio senza ottenere nulla. Sanzione annullata in un secondo momento per carenza di motivazione

Foto di repertorio

LECCE  - Il giudice di pace di Lecce annulla un verbale elevato dalla polizia provinciale a un conducente. La vicenda parte da un precedente ricorso proposto dall’automobilista “immortalato” dall’autovelox, e presentato agli uffici della prefettura di Lecce. Ma questi ultimi avevano rigettato il ricorso, con il conseguente raddoppio della sanzione originaria: il conducente si è rivolto al giudice di pace del capoluogo salentino, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza ingiunzione e del presupposto verbale.

Il giudice Anna Maria Aventaggiato ha accolto la tesi dell’automobilista ricorrente, difeso dall’avvocato Alfredo Matranga del Foro di Lecce, e ha annullato la decisione del prefetto. In particolare, il giudice ha ritenuto l’ordinanza non sufficientemente motivata. Il cittadino multato, infatti, si era appellato alla mancata contestazione immediata e alla mancata sottoscrizione del responsabile del procedimento.

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Si legge infatti nella sentenza “Da un esame dell’ordinanza impugnata si evince che con la stessa si rigetta il ricorso soltanto sulla base di una valutazione di fondatezza del verbale di accertamento, elevato dalla polizia provinciale leccese, senza entrare nel merito di tutte le argomentazioni dedotte, così ricorrendo ad una motivazione generica, prestampata e priva di ogni specifico riferimento, trattandosi, pertanto, solo di motivazione apparente”.  Il provvedimento è stato pertanto annullato per carenza di motivazione.

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