Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Università, l’ex direttore generale al Tar: “Sospendete il nuovo bando”

Depositato il ricorso con cui Emilio Miccolis chiede l'annullamento, previa sospensiva, della procedura di concorso, in scadenza il 18 dicembre. Il fronte giudiziario potrebbe presto allargarsi alla magistratura del lavoro

Il rettore, Domenico Laforgia, e l'ex direttore generale, Emilio Miccolis.

LECCE – Si apre il fronte giudiziario nella querelle che sta tormentando l’Università del Salento. Con il deposito al Tar di Lecce di un ricorso, l’ex direttore generale, Emilio Miccolis, ha chiesto attraverso il suo legale, Daniele Montinaro, l’annullamento del concorso in scadenza il 18 dicembre per l’affidamento per tre anni dell’incarico da lui ricoperto, e degli atti degli organi di governo dell’ateneo che ne hanno creato i presupposti, a partire dai decreti rettoriali di Domenico Laforgia.

Dopo il capitolo della pubblicazione delle registrazioni, si apre dunque quello della battaglia nelle aule di giustizia. E sì, perché al contenzioso amministrativo, si dovrebbe a giorni affiancare quello davanti alla magistratura del lavoro, avendo l’avvocato Luciano Garofalo già presentato – il 22 novembre – una diffida per la reintegra immediata di Miccolis entro otto giorni, disattesa però dalla volontà dell’Università del Salento di non recedere dai propri passi. Si attende ora di conoscere la fissazione dell’udienza in camera di consiglio per la discussione sulla sospensiva dei provvedimenti emessi dagli organi di ateneo ed impugnati da Miccolis.

La vicenda che ha portato nella tempesta l’Università del Salento è stata affrontata più volte nelle scorse settimane: prima la pubblicazione di stralci di registrazioni di colloqui molto riservati tra l’ex alto funzionario e due sindacalisti, il decreto di sospensione cautelare emanato dal rettore e la delibera del Consiglio di amministrazione in cui si sollecitavano le dimissioni rassegnate poi volontariamente il 24 ottobre, infine la pubblicazione del bando di reclutamento nonostante il ritiro delle stesse. Passando da alcuni passaggi intermedi nelle sedute di Senato accademico, organo il cui parere è obbligatorio per decidere delle sorti del direttore generale, intercorse durante l’evolversi degli eventi.

Nelle pieghe di questi passaggi, Miccolis – che non è indagato -, ritiene di essere stato estromesso secondo una procedura illegittima e per questo ha deciso di adire le vie della giustizia amministrativa. Il timore, di fatto, è che la nomina di un nuovo direttore generale - che prenderebbe il posto della reggente, Claudia De Giorgi - possa costituire un ulteriore ostacolo al ripristino delle sue funzioni, qualora i giudici accogliessero nel merito il ricorso presentato da Montinaro. 

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