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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Gallipoli

Presunta violenza sessuale su una 20enne belga: tornano in libertà i due turisti

Il capotreno 27enne e lo studente di 20 anni, entrambi residenti in Toscana, erano stati accusati il mese scorso di presunti abusi su una giovane turista straniera all’interno del bagno di un locale di Gallipoli

LECCE – Dopo l’arresto per l’accusa di violenza sessuale erano finiti a Borgo San Nicola e poi ai domiciliari. Nella giornata di ieri sono tornati in libertà. Il Tribunale del Riesame di Lecce ha infatti annullato l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dapprima in carcere a seguito dell’arresto in flagranza nei confronti di un capotreno 27enne, nato a Massa di Somma e residente a Firenze e di un 20enne, originario di Empoli.

La misura era stata poi tramutata nel provvedimento meno restrittivo dei domiciliari, dalla giudice Alessandra Sermarini, al termine dell’interrogatorio di convalida delle ore successive. Il Riesame ha intanto accolto il ricorso presentato dai due e annullato il provvedimento:  le motivazioni saranno rese note in un secondo momento. La vicenda era cominciata nella serata dello scorso 10 luglio, nei bagni del locale “Club Ten” di Gallipoli. Una 20enne del Belgio e in vacanza nel Tacco con un'amica, aveva denunciato alle forze dell’ordine di essere rimasta vittima di una violenza sessuale da parte dei due.

Questi, alla presenza del legale di fiducia, Luca Puce (coadiuvato dagli avvocati Pierpaolo Pantanelli e Michele Laforgia), hanno respinto sin dall’inizio ogni addebito. Dichiarando davanti al giudice che quel rapporto sarebbe stato consenziente tra la turista straniera e il 20enne di Firenze. Consumato nel bagno delle donne. In un secondo momento sarebbe poi giunto anche il 27enne, di origini napoletane e residente nel capoluogo toscano. Questa la versione dei due indagati. La ragazza aveva invece raccontato ai medici dell'ospedale "Sacro Cuore di Gesù" e ai carabinieri della compagnia gallipolina, allertati dal titolare della discoteca, di essere stata seguita fino ai servizi igienici (vi si era recata per accompagnare la sua amica), dove sarebbe stata consumata la violenza. Si era poi rivolta agli amici della sua comitiva, per chiedere aiuto.

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