Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Concussione, in libertà sindaco e comandante della municipale

Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare per il sindaco di Morciano, Giuseppe Picci, e il comandante della municipale, Giovanni Anastasio, arrestati lo scorso 13 dicembre per concussione

LECCE – Tornano in libertà il sindaco di Morciano, Giuseppe Picci, 44 anni avvocato, e il comandante della polizia municipale, Giovanni Anastasio, 53enne, arrestati lo scorso 13 dicembre con l'accusa di concussione. Il Tribunale del riesame, infatti, ha annullato la misura cautelare nei confronti dei due indagati. Il provvedimento è stata emesso nel primo pomeriggio di oggi, dopo l’udienza di questa mattina, fissata in merito alla richiesta di revoca della misura. L'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis, che ha poi rigettato l'istanza di revoca depositata dai legali dei due, gli avvocati Giulio De Simone e Francesco Vergine. I giudici del Riesame depositeranno nei prossimi giorni le motivazioni dell’ordinanza che ha rimesso in libertà Giuseppe Picci e Giovanni Anastasio

Picci e Anastasio, che si trovavano agli arresti domiciliari, secondo l'ipotesi accusatoria avrebbero cercato, a partire dalla stagione estiva 2009, in tutti i modi di costringere i gestori di un chiosco nella marina di Torre Vado (moglie, marito e figlia) a non produrre e vendere più crêpe, nonostante tale prodotto rientrasse nelle autorizzazioni ricevute. Il tutto sarebbe stato orchestrato per rispettare un impegno preso con i titolari di attività commerciali che preparavano e vendevano crêpe, che avrebbero sostenuto il sindaco Giuseppe Picci nella tornata elettorale del giugno 2009. Per attuare il loro piano i due arrestati avrebbero avuto nei confronti dei gestori del chiosco "ripetute condotte di minacce e diffide verbali, tanto da generare uno stato d'ansia ogni qualvolta di avvicinavano" alle loro presunte vittime.
 
I due indagati hanno sempre respinto le accuse, ripercorrendo gli eventi legati alle concessioni dei chioschi in un mercatino di Torre Vado. Ad ogni venditore, secondo un accordo stipulato con gli stessi gestori, sarebbe stata assegnata l'autorizzazione per la vendita di un determinato prodotto. I denuncianti, in particolare, avrebbero dovuto produrre e vendere un dolce di origine belga. La vendita delle crepes avrebbe disatteso questo accordo, provocando tensioni e malumori negli altri commercianti. I successivi provvedimenti amministrativi, del tutto regolari a loro dire, sarebbero stati emessi solo per questo. Secondo i legali degli indagati non vi sarebbero acarico dei due dunque i gravi indizi di colpevolezza, né tantomeno le esigenze cautelari. Anche oggi una ventina di concittadini del piccolo comune del Capo di Leuca ha voluto sostenere i due arrestati, accompagnandoli al piano terra degli uffici giudiziari, dov'era in corso l'udienza.
 
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