Riesumazione e autopsia sul corpo di Ivan Ciullo. Procura “scava” sulla morte del dj

Importante novità dopo la riapertura dell’inchiesta sulla morte del giovane di Acquarica del Capo trovato impiccato ad un albero nel gennaio del 2015. Disposta la riesumazione del cadavere per effettuare l’esame autoptico

LECCE – Un nuovo aggiornamento e uno spiraglio, seppur doloroso per i familiari, per solcare la verità sulla morte del dj radiofonico, Ivan Ciullo, in arte Navi, trovato impiccato ad un albero di ulivo nelle campagne di Acquarica del Capo la mattina del 22 giugno del 2015. La procura di Lecce ha infatti disposto la riesumazione del cadavere del giovane, dopo che lo scorso mese di marzo, a seguito dell’ennesima istanza da parte dei legali della famiglia, era stata riaperta per la terza volta l’inchiesta affidata ora nella mani del pubblico ministero Maria Vallefuoco. In precedenza, per due volte, il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, passata di recente alla Dda, aveva chiesto e ottenuto dal gip, Vincenzo Brancato, l’archiviazione del caso ritenendolo un suicidio. Ipotesi e conclusione sulla quale i genitori e i parenti di Ivan Ciullo hanno sempre mostrato scetticismo non credendo affatto che il giovane dj salentino abbia deciso, volontariamente, di togliersi la vita.    

Sulla base della nuova decisione della procura il cadavere di Ivan Ciullo, dopo la riesumazione, sarà sottoposto ad autopsia, così come i genitori, Rita Bortone e Sergio Martella, avevano chiesto da subito, non avendo mai creduto alla tesi del suicidio, suffragati dall'esito delle recenti consulenze da loro affidate al criminologo Roberto Lazzari e all'esperto in medicina legale, Giuseppe Panichi. Dalle consulenze emergerebbero, a parere dei legali della famiglia Valter Biscotti e Paolo Maci che hanno presentato la richiesta di riapertura del caso, troppe incongruenze con l'ipotesi del suicidio. “Il caso deve essere riaperto perché abbiamo le prove scientifiche che si tratti chiaramente di un omicidio" aveva detto, a chiare lettere, nel novembre scorso l'avvocato Valter Biscotti, il penalista a cui i genitori del 34enne deejay, originario di Acquarica del Capo, presunto suicida, si sono rivolti per portare avanti la loro battaglia volta a fare piena luce sulle cause della morte del figlio, trovato impiccato quattro anni addietro ad un albero nelle campagne di Acquarica del Capo, in contrada Le Calie, nei meandri agricoli alla periferia del paese e non lontano dalla provinciale per Taurisano.

L’ipotesi di reato che compare sul nuovo fascicolo d’inchiesta al momento resta quella iniziale: istigazione al suicidio. E nel registro degli indagati, come atto dovuto, figura lo stesso uomo coinvolto nelle precedenti indagini con cui sembra che il giovane dj avesse una relazione definita “tormentata”. Su di lui la procura aveva già effettuato tutti gli accertamenti in merito, ma la sua posizione era stata subito archiviata. L’uomo è difeso dall’avvocato Giuseppe Minerva. Alla richiesta dei legali della famiglia di Ivan Ciullo di disporre l'esame autoptico sulla salma, mai effettuato (disposta all’epoca dei fatti solo un’ispezione cadaverica esterna) sono state depositate in allegato anche le due consulenze il cui risultato proverebbe che Ivan non si è suicidato. Nuove e importanti risposte potrebbero dunque ora arrivare dalla nuova decisione della procura di effettuare la riesumazione e l’autopsia sul corpo del giovane.

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