Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Da gioiello naturalistico a discarica di rifiuti: il triste destino di Lido Marini

L’ennesima segnalazione da parte di una famiglia campana. Cumuli di spazzatura in pieno centro, a ridosso del Parco regionale istituito per proteggere la zona umida

Uno dei cumuli di rifiuti in pieno centro, vicino Piazza Tirolo.

LIDO MARINI (Ugento) - Per la terza estate consecutiva da Avellino in villeggiatura a Lido Marini. Ma, lo dicono indignati: questo sarà l’ultimo anno. Lui 58 anni, lei coetanea, un figlio di 19 che, ironia della sorte, si iscriverà alla facoltà di Scienze ambientali. Ma di “ambientale”, nella marina di Ugento, sembra essere rimasto davvero ben poco.  Uno dei luoghi più gettonati dal turismo che non sembra riuscire a spiccare fino in fondo il volo: lungo le strade, cumuli di rifiuti e spazzatura di ogni genere, nonostante le proteste dei proprietari delle abitazioni e multiproprietà e degli alberghi. Proteste che, in passato, hanno anche riguardato rumori e musica ad alto volume fino all'alba.

Visto il boom degli ultimi anni, infatti, nella piccola località ionica, così come nella vicina Torre Mozza, sono sorte diverse strutture ricettive per far fronte alle numerose richieste da parte dei tour operator. Una delle località maggiormente richieste, ma sempre meno dagli autoctoni: questi si dicono ormai sfiniti dall’assenza di regole e dal tanfo proveniente dai rifiuti depositati in maniera selvaggia.  Sono stati avvistati topi di grandi dimensioni "che rovistavano fra i sacchetti e le scatole abbandonate come fossero dei cani randagi", racconta la titolare di un negozietto dellamarina.  Per non parlare dei serpenti. E il tutto in pieno centro, nei pressi di Piazza Tirolo.

L’area, peraltro, vanta anche diverse peculiarità ecologiche essendo inserita all’interno del Parco regionale dei lidi di Ugento, che comprende un grande bacino oltre al paesaggio costiero caratterizzato da dune e pinete. A nulla sarebbero valse, a detta del titolare di un bed and breakfast della zona, lettere, proteste e “visite” in Comune. C’è chi sostiene di aver allertato la polizia locale, chi di essersi rivolto telefonicamente alle autorità e persino ai numeri verdi delle associazioni dei consumatori. Ma, ad ora, nessuno sembra aver risposto alle lamentele. E la famiglia campana giura che questo sarà l’ultimo anno nel Tacco. “La prossima estate, ce ne andremo sul Gargano”.

(La redazione di LeccePrima, a seguito delle segnalazioni da parte dei lettori, ha provato a mettersi in contatto con il sindaco di Ugento, Massimo Lecci, nelle cui mani vi è anche la delega all'Ambiente. Purtroppo, il tsuo risulta spento e non è sato possibile chiedergli un parere in merito. Si tenterà un chiarimento in un secondo momento, ndr).

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