Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Riflessioni di un turista: innamorato di Lecce, deluso dalle inefficienze

Pubblichiamo integralmente i pensieri di un visitatore di Bolzano. La capitale del barocco, Otranto, Gallipoli, la cucina locale. Tutto un incanto. Peccato per il contorno. Indicazioni precarie, treni fatiscenti, strade buie e sconnesse. Spunti gli amministratori: ecco come ci guardano da fuori

Scorcio di piazza Sant'Oronzo.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un turista. Ruggero Vignali, di Egna (Bolzano), di recente è stato in visita a Lecce, ospite di un b&b. Ha discusso con il titolare della bellezza del Salento, ma anche dei tanti, troppi disservizi che ha rilevato. Trasporti pubblici, illuminazione, condizione delle strade e quant’altro. Il titolare gli ha suggerito di inviare un reseconto a LeccePrima. Lo riportiamo integralmente. Buona lettura e soprattutto buona riflessione. Magari ne nasce qualche spunto per i nostri amministratori. Ecco come troppo spesso ci guardano i visitatori. 

***

Lecce, gioiello bellissimo, ma...

Come tutte le vacanze, ogni viaggio genera riflessioni positive o negative sui posti visitati. Con questa mia tento (magari sbagliando), di esprimere sensazioni provate e subite. 

Sono partito da Milano-Linate il 4 maggio scorso alle ore 14,55. Alle 16,20 sono arrivato a Brindisi. Dovevo recarmi a Lecce e l'unico servizio disponibile era un bus in partenza dall'aerostazione alle 18,40. Sconcerto. Linate-Brindisi, un’ora e 25  minuti. Facendo un rapido calcolo, l'attesa per Lecce è stata di 2 ore e 20 minuti, più il tempo del percorso. 

Visto che la partenza del bus precedente era alle ore 16, perché non farla coincidere con l'arrivo del volo da Milano? Disagio che è proseguito su questo bus al sole cocente per tutto il tempo, con l'autista gentilmente scazzato, e assiduo fumatore, per fortuna a bus fermo, sennò avrei lasciato tracce organiche per tutto il percorso. 

Arrivato in piazza Carmelo Bene, cosa prendere per recarmi in albergo? Non c'era nessuna indicazione e giocaforza ho preso un taxi. Dopo aver smaltito l'arrabbiatura, mi sono incamminato per la città. Magnifica: chiese, palazzi, monumenti, tutto incantevole. Lecce è proprio un bellissimo gioiello, un barocco che soddisfa la vista e lo spirito, una cucina di sapori succulenti e gustosamente ruffiani. 
Il rientro in albergo al buio è stato un contorto girovagare per il centro storico e mi sono dovuto impegnare in un complicato slalom dalle tante perfide buche che attentavano alla mia dolorante schiena. 

Il giorno seguente ho preso il treno per Otranto, mi sono recato presso la Ferrovia Sud-Est. Chiamarlo treno è un insulto ai ferrovieri, non tanto per la vetustà del mezzo, che spesso è un pregio, ma per com’è tenuto: lercio, fatiscente. 

I 40 chilometri da Lecce-Otranto, un’ora e mezzo, alla fantastica media oraria di 27 chilometri. Otranto un incanto, mare luccicante con colori caraibici. Il giorno seguente sono andato a Gallipoli, lo stesso disarmante treno, pazienza, un'altra giornata da ricordare, per la sensazione di ammaliante seduzione. Al rientro in stazione, incredulo, c'era una vettura splendida, pulita. Mi stavo ricredendo, ma dopo mezz'ora di viaggio il capotreno ci ha invitato a scendere per un guasto ai motori. Che sfiga, mi sono ritrovato nella pulciaia.

Riflessioni finali, da semplice turista: le strade gruviera non sarebbero meglio al caciocavallo? In tutte le città, anche le più grandi, la comunicazione con panelli indicativi di percorrenza dei bus è chiara. Perché non è così a Lecce?

Gli antichi treni delle Fse non possono essere valorizzati se tenuti in modo curato? Lecce è un gioiello bellissimo, peccato che sia incrostato di queste inefficienze, potrebbe splendere con maggior brillantezza.

Ruggero Vignali, Egna (Bz)

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