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Riforma della prescrizione, penalisti in sciopero: "Inaccettabile e pericolosa"

Proclamata l'astensione dal 20 al 23 novembre per una riforma osteggiata da avvocati, gran parte dei magistrati e dal mondo accademico

LECCE – Così come tutti colleghi italiani, anche i penalisti leccesi si asterranno dalle udienze dal 20 al 23 novembre prossimo, perché ritengono inaccettabile e pericolosa la riforma della prescrizione che l’attuale governo vorrebbe introdurre, e il carattere autoritario degli ulteriori provvedimenti adottati in materia penale dalla attuale maggioranza.

“Si interviene, senza comprenderne appieno il significato su un istituto, quello della prescrizione, che nel nostro ordinamento è chiamato tra l’altro a svolgere la funzione di presidio del principio costituzionale della ragionevole durata del processo”, spiega l’avvocato Silvio Verri, presidente della Camera penale di Lecce. “Soppresso tale fattore di equilibrio, il tempo dell’accertamento diviene potenzialmente infinito, trasformando il processo stesso in pena”.FOTO-47-25

“Peraltro, si dimentica che nella scorsa legislatura è già intervenuta la riforma della prescrizione – avversata dagli avvocati penalisti – che, concedendo un allungamento del tempo necessario a prescrivere per le fasi delle impugnazioni, ha già determinato l’inaccettabile procrastinarsi del processo penale. I cittadini, infatti, devono sapere che già oggi, con le norme vigenti, il processo per la ricettazione di un telefonino può durare fino a 13 anni senza che il reato si prescriva: è pensabile che si possa tenere un cittadino ostaggio della Stato per un periodo maggiore?”.

Nel nuovo progetto non si distingue tra sentenza di condanna o di assoluzione, così determinando incertezza anche nella condizione di chi sia stato assolto dal primo giudice.

“Si tratta – prosegue l’avvocato Verri – di una riforma dal carattere populista, che alimenta un bieco sentimento di vendetta sociale in modo irresponsabile e senza considerarne gli effetti sulla vita delle persone, imposta a colpi di maggioranza nonostante il parere contrario degli avvocati, di gran parte dei magistrati e del mondo accademico. Come sempre, gli avvocati si opporranno allo scellerato disegno del governo, e chiamano alla mobilitazione magistrati, accademici, politici e semplici cittadini, affinché venga scongiurato questo ulteriore scempio della nostra civiltà giuridica”.

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