Cronaca

Rigettata la richiesta della difesa Laudati di acquisire nuovi mezzi di prova

Secondo l'accusa il pm avrebbe cercato di ostacolare le inchieste sul presunto giro di escort che l’imprenditore Tarantini avrebbe condotto in casa di Silvio Berlusconi

Il procuratore Cataldo Motta.

LECCE – Slitta al prossimo 9 febbraio la requisitoria dell’accusa, sostenuta dal procuratore Cataldo Motta, nel processo che vede come imputato l’ex procuratore di Bari Antonio Laudati.

Oggi i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (presieduta da Roberto Tanisi) hanno dichiarato la chiusura dell’istruttoria dibattimentale, rigettando (dopo una lunga camera di consiglio) la richiesta della difesa di Laudati (con gli avvocati Antonio Castaldo e Carlo Di Casola) di acquisire nuovi mezzi di prova. In particolare, di sentire alcuni testi, tra cui otto magistrati in servizio alla Procura di Bari, tra cui il procuratore aggiunto Pasquale Drago.

Nella prossima udienza l’imputato, attualmente sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia rilascerà delle dichiarazioni spontanee. La sentenza è prevista per l’8 marzo.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Laudati avrebbe cercato di ostacolare le inchieste della Procura di Bari sul presunto giro di escort che l’imprenditore Giampaolo Tarantini avrebbe condotto nelle residenze dell'ex premier Silvio Berlusconi. L’ex numero uno della Procura barese avrebbe anche assegnato un'indagine parallela per controllare il lavoro dei colleghi. Da qui le accuse di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale nei confronti di Tarantini.

A dare avvio all’inchiesta alcuni esposti presentati anche dall’ex pm barese Giuseppe Scelsi, un altro degli imputati. Scelsi sarà giudicato con il rito abbreviato. Il presunto tentativo “d’insabbiamento” ad opera di Laudati, era poi finito all’attenzione della Procura di Napoli, che nel frattempo conduceva un’altra inchiesta su un presunto tentativo di estorsione all’ex premier Berlusconi. 

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