Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Rimpatriato in Israele lo scafista che disse di aver agito a scopi umanitari

Un 65enne ha scontato la pena di tre anni e ora il questore l'ha espulso. Stessa sorte sta per toccare a un 45enne ucraino

La barca con cui arrivò l'israeliano.

LECCE – In Italia vi erano arrivati al timone di imbarcazioni e con carichi di migranti. Ora, scontate le rispettive pene nel carcere di Lecce, sono destinati a fare rientro nelle rispettive nazioni d’origine. Il caso più particolare è quello di Buddy Marlen Mansour, israeliano di 65 anni. Nel 2017 aveva patteggiato tre anni e 56mila euro di multa. L’uomo, un skipper con doppio passaporto (israeliano e canadese), si era distinto dai soliti scafisti, per aver sostenuto la tesi dell’azione a scopi umanitari, trasbordando verso le coste salentine sei palestinesi, imparentati fra loro, con la barca a vela “Epfloos II” (qui la sua vicenda processuale).

Agli inquirenti disse di non aver percepito un reale compenso, ma di aver richiesto appena 100 euro a ciascun passeggero, come rimborso per il gasolio usato per la traversata, conclusasi nel luglio del 2015 a Torre Vado, quando arrivarono i finanzieri del Reparto operativo aeronavale, che lo arrestarono. Una somma  nemmeno lontanamente  vicina ai 15mila euro versati per l’organizzazione del viaggio che i sei spiegarono di aver sborsato (e che potrebbero realmente essere finiti nelle mani di altri soggetti; non vi è prova diretta, ma Mansour era comunque stato accusato all’epoca di aver agito in concorso con ignoti).

Ma è chiaro che, anche a voler credere alla versione di Mansour, il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, comunque, si era consumato. E ora, per il 65enne, scontata la pena, è arrivato il momento del rimpatrio. Del quale se ne sono occupati gli agenti della Divisione immigrazione della Questura di Lecce. Una volta scarcerato, è stato immediatamente accompagnamento in Israele con un provvedimento di espulsione dall’Italia a firma del questore di Lecce.

Più nei canoni la vicenda di uno dei tanti ucraini arrivati sulle coste salentina alla conduzione di grosse barche a vele e con carichi più corposi di migranti. In questo caso, la Divisione immigrazione della Questura leccese l’ha accompagnato presso il Centro per il rimpatrio di Potenza. Era stato arrestato favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Aveva trasportato clandestinamente, come scafista, 45 persone tutte di nazionalità pakistana. Anche in questo caso, scontata la pena, è  in attesa del rimpatrio nel suo Paese d’origine, l’Ucraina.

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