Rinnovo del contratto e blocco del turnover: tutti i nodi dell'Inps

I lavoratori si sono riuniti in assemblea a Casarano insieme ad Usb. Sul piatto delle rivendicazioni i livelli salariali e l'affanno agli sportelli

Lavoratori e sindacalisti

CASARANO – Si è registrato qualche disagio presso gli sportelli Inps della provincia – in particolare a Campi Salentina, Casarano, Galatina, Gallipoli, Lecce, Maglie, Nardò e Tricase – ma poco male. I servizi essenziali sono stati comunque garantiti dal personale che oggi si è riunito in assemblea a Casarano per discutere, insieme all’Unione sindacali di base, diverse questioni. Sul piatto delle rivendicazioni vi sono i nodi contrattuali ed economici – pressoché identici su scala nazionale – ma anche disagi che investono la corposa platea dei dipendenti salentini, pari ad oltre 200 persone. A dimostrazione di come tali temi siano particolarmente sentiti, vi è stata una grande partecipazione all’assemblea convocata a Casarano da Usb, come spiega il sindacalista Salvatore Caricato.

“Il problema cruciale riguarda il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto nel dicembre del 2009, che i lavoratori del pubblico impiego aspettano pazientemente da 8 anni – ha spiegato il segretario nazionale Luigi Romagnoli - . Il governo ieri ha promesso che nel 2018 stanzierà altri 2 miliardi e 800 euro per completare il rinnovo, in aggiunta alla cifra di un miliardo e 200 euro già stanziata. L’aumento è stato quindi finora modesto e pari a circa 30 euro di aumento sullo stipendio mensile. Anche se si arrivasse ad un incremento di 80 euro, non sarebbe comunque sufficiente”. Quest’iniezione di liquidità non convince comunque il sindacato che ha stilato una piattaforma nazionale chiedendo, espressamente, un aumento non inferiore ai 300 euro mensili per ciascun dipendente: “Se calcoliamo ciò che i lavoratori hanno perso negli ultimi otto anni, a netto dell’inflazione, si arriva ad una cifra media di circa 150 euro. Il rinnovo del contratto non è proporzionato alle somme perse nel comparto del pubblico impiego”, aggiunge l’esponente della segreteria nazionale.

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Usb ha stimato che, su una retribuzione di 21 mila euro lordi, i dipendenti non hanno percepito 20 miliardi di euro complessivi: soldi utilizzati per risanare il debito pubblico italiano. A ciò si aggiungono le difficoltà peculiari dei lavoratori Inps, gravosi in particolare per le fasce medio basse, A e B: “Si verifica spesso che i lavoratori siano costretti a svolgere mansioni superiori senza un corrispettivo adeguamento della retribuzione – aggiunge Romagnoli - . Poiché, peraltro, manca una struttura gerarchica, i lavoratori sono chiamati ad assumersi anche delle grosse responsabilità, liquidando le prestazioni ed emettendo atti che hanno una valenza esterna”. Infine, un classico: il problema dei tagli che hanno riguardato anche l’istituto nazionale di previdenza sociale ed il relativo sottorganico: “Anche in provincia di Lecce, come nel resto del Paese, esiste un problema di tenuta degli sportelli perché si registra una grande affluenza dell’utenza e le persone spesso arrivano caricate e con modi di fare aggressivi. I lavoratori sono in affanno per via dei continui pensionamenti, che non sono adeguatamente compensati, e del blocco del turnover. Insomma, c’è tanto ancora da fare”, conclude il sindacalista.

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