Cronaca

Riprendono sbarchi, trovati in 25. Approdati a Leuca

Il mare calmo ha agevolato la ripresa dei viaggi di migranti. Il gruppo rintracciato fra Tricase, Corsano e Gagliano. La barca, di 8 metri, trovata con motori accesi nell'imbocco del porto di Leuca

Il centro di accoglienza Don Tonino Bello di Otranto

TRICASE - Il mare calmo ha agevolato la ripresa degli sbarchi, dopo un periodo di relativa tranquillità, e fin da prima che sorgesse il sole, le forze dell'ordine si sono trovate in stato dall'erta, in tutta la zona di Leuca, per l'approdo di diversi clandestini: carabinieri della compagnia di Tricase, commissariato di polizia di Taurisano, guardia di finanza della tenenza di Leuca, capitaneria di porto di Gallipoli. Da quanto s'è riuscito a comprendere, non si tratterebbe di un gruppo particolarmente numeroso. Fino a questo momento, ne sono stati rintracciati venticinque. Probabilmente, tutti o quasi. Erano disseminati in gruppetti fra Santa Maria di Leuca, Tricase, Corsano e Gagliano del Capo.

I primi sei migranti sono sati notati poco dopo le 3 del mattino da una guardia giurata dell'istituto di vigilanza "La Folgore" nei pressi del camping "Licchelli", nella zona di Leuca. Il vigilante ha chiamato i carabinieri, i quali hanno ricevuto, nel corso delle ore, l'appoggio delle altre forze di polizia, nelle operazioni di rintraccio. Intorno alle 6,30 del mattino il gruppo di persone era diventato già più numeroso. Sono tutti bengalesi e cingalesi, maschi. In apparenza, vi sarebbero anche alcuni minori, in età compresa fra i 14 e i 16 anni.

Mentre i carabinieri della compagnia di Tricase hanno coordinato le operazioni via terra, la guardia costiera ha svolto accertamenti nello specchio d'acqua dove, presumibilmente, s'è verificato lo sbarco. E nella mattinata, a circa 40 metri dall'imbocco del porto di Leuca, ha posto sotto sequestro un'imbarcazione a vela di circa 8 metri, con i motori ancora accesi. Al momento non è ancora chiaro se in mezzo alle persone fermate vi siano anche gli scafisti.


I migranti, nel frattempo, sono stati condotti presso il centro di prima accoglienza "Don Tonino Bello" di Otranto, dov'è intervenuta la divisione emergenze della Croce rossa italiana, con infermieri e altro personale, per l'assistenza e le prime cure. Secondo le prime ipotesi, l'imbarcazione potrebbe essere partita dalla Grecia. E non è da escludere che nei prossimi giorni altre barche possano approdare sulle coste del Salento.

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