Cronaca

"Risaniamo le mura di Lecce prima del totale degrado"

Il difensore civico del Comune di Lecce Franco Stabili risponde con una nota alla denuncia di Legambiente, che ha diffidato il sindaco a proposito dell'incuria in cui versano i bastioni

Le vecchie mura di Lecce ricadenti nell'ex area "Carlo Pranzo"

La prima risposta che giunge in seguito alla diffida per l'incuria dei Bastioni di Lecce inviata da Legambiente lo scorso 19 luglio al sindaco Paolo Perrone, e con lui ai sovrintendenti ai Beni culturali artistici e ai Beni architettonici di Lecce, Brindisi e Taranto, al dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Lecce, Piergiorgio Solombrino, al Difensore civico della Provincia di Lecce, Giacinto Urso e al Difensore civico di Lecce, Franco Stabili, arriva proprio da quest'ultimo. Il quale in buona sostanza ammette che le vecchie mura di Lecce non possono essere lasciate al loro destino, che non è certo quello di garantire la proliferazione del capperi (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27789).

Così Franco Stabili prende carta e penna e scrive al primo cittadino di Lecce e agli organi amministrativi competenti: "La città contemporanea deve affrontare il problema della sua immagine attraverso interventi urbanistici e architettonici importanti sulla qualità e sul recupero delle aree degradate - scrive - e pertanto bisogna rispondere all'esigenza di concepire e progettare l'ambiente non solo come spazio naturale, ma come spazio esistenziale. Le varie Carte del Restauro, hanno come obiettivo quello di recuperare il senso della cultura dal passato attraverso un rapporto di conservazione e progetto ideativi. Pertanto appare quanto mai urgente ed opportuno ogni azione rivolta al recupero delle tracce, dei segni, della storia proponendo legami prospettici, valori simbolici e specificità dei luoghi. Tanto, si rende indispensabile per fare in modo che l'architettura pubblica diventi momento di identità collettiva".

"Alcuni Comuni di Italia - ricorda il difensore civico di Lecce - si sono attivati per istituire una figura nuona ed originale, denominata "conservatore della natura, incaricato di andare alla ricerca di finanziamenti per la valorizzazione del "bene mura". Sarebbe cosa buona se anche il Comune di Lecce potesse fare ciò. Alla luce di tanto - conclude - si rende indispensabile operare interventi di recupero di beni storici-architettonici prima che si determinino processi incalzanti di degrado che, oltre a pregiudicare la conservazione del bene, richiedendo una spesa più onerosa. Confidando nella competenza, solerzia e professionalità degli organi amministrativi citati in indirizzo rimango in attesa di sollecita risposta".

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