Cronaca

Risarcimento da 1 milione di euro, la Corte d'appello rigetta l'istanza di Siciliano

La richiesta era stata presentata contro la Lupiae Servizi, società partecipata dal Comune. I fatti risalgono al 2007. Già amministratore delegato e direttore generale, fu licenziato per presunte gravi irregolarità nella gestione

 

LECCE - Dopo la sezione del lavoro del Tribunale di Lecce, anche la Corte d’appello ha rigettato le domande di risarcimento per oltre 1 milione di euro avanzate da Gino Siciliano contro la Lupiae Servizi Spa, società totalmente partecipata dal Comune di Lecce, presieduta dal Giuseppe Tamborrino. Lo rende noto l’avvocato Paolo Federico Fedele, difensore della società.

La vicenda ebbe inizio nel 2007, quando Siciliano impugnò il licenziamento, giustificato dalla società, che ritenne vi fossero gravi irregolarità nella gestione. All’epoca Siciliano svolgeva contemporaneamente le funzioni di amministratore delegato e direttore generale.

La difesa della Lupiae ha sostenuto la tesi dell’inesistenza del rapporto di lavoro, attesa l’impossibilità di coniugare nella medesima persona la duplice figura di amministratore delegato e direttore generale, quando al primo siano stati trasferiti tutti i poteri gestionali.

GINO20SICILIANO201-2Si chiude così la fase di merito dello scontro tra la Lupiae e Siciliano (difeso dagli avvocati Francesca Conte e Cinzia De Giorgi), il quale deve ancora rispondere, con il resto del Consiglio di amministrazione e del collegio sindacale dell’epoca, nell’azione di responsabilità promossa dalla Lupiae per il risarcimento di un danno superiore ai 3 milioni di euro.

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