Cronaca

Risonanza magnetica in convenzione: possibile anche nei centri con macchinari "Open"

Le sezioni unite del Tar di Bari hanno respinto il ricorso di due centri del Leccese contro il regolamento per la ripartizione dei fondi. Possibile la diagnostica anche nei tratti lombo sacrali della colonna

Foto d'archivio.

LECCE - Secondo le sezioni unite del Tar di Bari una risonanza magnetica ai tratti cervicali e lombari della colonna vertebrale può essere effettuata in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale anche nelle strutture che dispongono macchinari di nuova generazione (Open) con un potenziale inferiore rispetto a quello delle cosiddette grandi macchine.

I giudici amministrativi hanno respinto la richiesta di annullamento previa sospensiva del regolamento regionale adottato in conseguenza di una decisione del Consiglio di Stato del giugno del 2017. Il ricorso era stato presentato da due laboratori attivi in provincia di Lecce nella convinzione che sia illegittima l’inclusione delle strutture accreditate e dotate di apparecchiature Open tra quelle beneficiarie del fondo di ripartizione. Accolte dunque le tesi difensive dei resistenti in giudizio, tra cui il Centro Diagnostica per Immagini di Nardò, difeso dall’avvocato Pietro Quinto e un altro centro di Casarano, rappresentato dall’avvocato Giulio Petruzzi.

“In buona sostanza – ha commentato Quinto – la Regione Puglia ha disciplinato gli effetti di un’evoluzione tecnologica che negli ultimi decenni ha superato l’antica distinzione tra grandi macchine e macchine settoriali, individuando un tertium genus rappresentato dalle macchine settoriali open, per diversi aspetti equiparabili alle grandi macchine. I macchinari open, infatti, pur avendo un potenziale inferiore a 0,5 tesla, possono eseguire con la medesima efficacia anche le prestazioni diagnostiche che esulano dal mero esame degli arti in senso proprio (braccia e gambe), comprendendo altri distretti del corpo, come i ‘tratti muscolo-scheletrici della colonna vertebrale’”. La Regione Puglia già nel 2013 aveva deliberato per l’equiparazione parziale tra grandi macchine e macchine settoriali open.

“Con il nuovo regolamento -  prosegue il legale leccese - si dà via libera alle prestazioni rese con tali macchinari, se già comprese nel fabbisogno regionale in quanto installate e in uso presso le strutture accreditate alla data di adozione del regolamento medesimo”.  I giudici baresi hanno anche sottolineato come, accogliendo la richiesta di sospensione, avrebbero gravato sulle liste di attesa dirottando solo sulle strutture dotate di grandi macchine la domanda complessiva di prestazioni di risonanza magnetica.

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