Scoppia la rissa fra detenuti leccesi e baresi. Nove agenti restano feriti

Una scazzottata è avvenuta, nel pomeriggio di Pasqua, all'interno del reparto C2 della IV sezione del carcere di Lecce. Sono partiti calci e pungi anche verso il personale e un individuo ha persino inscenato il suicidio per protesta. Sull'accaduto è intervenuto, con una nota, il Coordiamento sindacale penitenziario

Il carcere alla periferia di Lecce

LECCE – Pasqua movimentata nel carcere di Lecce. Nel pomeriggio di ieri, infatti, è scoppiata una rissa all’interno del reparto C2 della IV sezione dell’istituto penitenziario, nel quale i detenuti, tutti pugliesi, stavano condividendo un momento di convivialità. Quella parentesi ricreativa, invece, si è trasformata in cieca violenza. Il bilancio è stato di nove agenti di polizia penitenziaria feriti, fortunatamente in maniera lieve.

Tutto sarebbe partito, apparentemente, da uno scambio di battute pesanti, poi degenerato in lite.  All’origine del diverbio, futili motivi tra cui il risultato di una partita a carte e la spartizione della spesa per le vivande, ai quali si è sommata una punta di campanilismo che ha aizzato un gruppo di leccesi contro gli altri detenuti provenienti della provincia di Bari.

Il personale del carcere è subito intervenuto per fermare la scazzottata, e identificare tutti  i partecipanti alla rissa. Le indagini per chiarire l’addebito delle responsabilità sono ancora in corso, ma i primi provvedimenti disciplinari, in attesa di quelli penali, sono stati già avviati. Uno dei coinvolti nell’episodio, peraltro, allontanato dagli agenti dal resto del  gruppo, avrebbe inscenato un suicidio, a mo’ di protesta.

La normalità è stata subito ripristinata e i detenuti riaccompagnati immediatamente nelle rispettive celle. Gli agenti colpiti nel tentativo di separare il gruppo,  hanno riportato alcune contusioni, poi medicate e refertate. Guariranno nel giro di alcuni giorni. Sull’accaduto, intanto, è intervenuto il Coordinamento sindacale penitenziario, denunciando “interminabili momenti di crudeltà e follia”, all’interno della struttura detentiva.

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Il portavoce dell’organizzazione, Domenico Mastruli, in una nota, ha espresso solidarietà “ ai nove agenti feriti a Lecce con proposta al ministro della Giustizia, Andrea Orlando,  di un immediato incontro sulle precarietà che giornalmente provengono dal sistema carcere e dai baschi azzurri della polizia penitenziaria”. “La Pasqua e Pasquetta – ha aggiunto non sono ancora terminate del tutto ed in queste ore si vive sulla pelle dei poliziotti donne e uomini ore di apprensione e preoccupazione per la vigilanza e la sicurezza degli istituti di pena della Repubblica a quota 61mila detenuti su una capienza di 43mila.

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