Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Dopo la rissa fra quattro pescatori, per uno di loro scatta l'arresto

Claudio Carretta, 41enne, ai domiciliari. E' lo stesso soggetto indagato anche per gli spari successivi alla barca di un rivale

La barca crivellata di colpi. L'autore sarebbe Carretta.

GALLIPOLI – E’ finito ai domiciliari nelle scorse ore. Claudio Carretta, 41enne, è uno dei quattro partecipanti a una violenta rissa avvenuta il 6 giugno scorso a Gallipoli e che ha coinvolto altri tre soggetti, questi ultimi fratelli. Tutti sono pescatori.

Nell’immediatezza, i quattro erano stati denunciati proprio per quella rissa dai carabinieri della compagnia di Gallipoli. E, nel caso di Carretta, i militari comandati dal capitano Francesco Battaglia avevano richiesto una misura cautelare, poiché - noto alle forze dell’ordine -, era sottoposto all’obbligo di firma in caserma. Misura che, dunque, è arrivata.

E non è tutto. La vicenda, infatti, come noto, aveva avuto anche un seguito: colpi d’arma da fuoco contro il gozzo di uno dei pescatori, esplosi nella serata dello stesso giorno. Vicenda per cui Carretta era stato ulteriormente deferito. Rischia quindi ulteriori provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Calci, pugni, colpi di bastone e fendenti inferti con un coltello. Una mattinata di follia quella che si era vissuta poco prima delle 11 del 6 giugno nei pressi della rotonda del lungomare Galilei di Gallipoli. Uno dei contendenti, 38enne, era poi stato medicato in ospedale per una ferita al palmo della mano guaribile in dieci giorni.

Stando alle ricostruzioni svolte, tutto sarebbe iniziato nel momento in cui Carretta, incrociando i tre fratelli nei pressi di un bar della zona, si era avvicinato, forse per un chiarimento riguardante, a quanto sembra, le rispettive attività di vendita ambulante di ricci e prodotti ittici e, soprattutto, recenti controlli a cui era stato sottoposto proprio il 41enne dalla guardia costiera. Di fatto, avrebbe accusato i fratelli di essere gli autori di una segnalazione alla capitaneria.

Un’accusa pesante e ingiustificata, secondo i fratelli. Tant’è. La discussione era poi pesantemente degenerata. Al termine delle identificazioni e della ricostruzione, i carabinieri avevano quindi denunciato i tre fratelli di 32, 38 anni, e 41 anni e Carretta per rissa aggravata, sequestrando anche un bastone di ferro di 60 centimetri e un coltello.

E la storia non era finita lì. Intorno alle 19 dello stesso giorno, infatti, un gozzo posteggiato in via Trieste era anche stato colpito da sei colpi di arma da fuoco, calibro 7.68. La barca, di proprietà del maggiore dei tre fratelli. E fra testimonianze e filmati estrapolati dalle videocamere, i carabinieri erano risaliti ancora una volta a Carretta, per il quale era quindi scattata l’ulteriore accusa di danneggiamento aggravato e porto e detenzione illegale di arma comune da sparo.

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