Cronaca

Ritardo sull'allaccio dell'Adsl: utente risarcito

La sentenza: per il ritardo nell'attivazione di Adsl il giudice di pace di Lecce condanna la Telecom Italia al risarcimento all'utente di mille euro per danni di natura patrimoniale ed esistenziale

Ora, stando a quanto pronunciato dal giudice di pace di Lecce Nicola Brunetti, la Telecom dovrà risarcire un suo utente di mille euro. La cifra non è certo esosa, ma di fatto la sentenza, almeno a Lecce, rappresenta una novità in termini di diritto, un provvedimento che rappresenta da sé già un "precedente" per coloro che si vedono bistrattati dalle compagnie telefoniche. In buona sostanza il giudice di pace, con la sentenza numero "258/2008", passata in giudicato, ha condannato la Telecom a risarcire, in favore di un utente difeso dal legale Stefano Gallotta (il delegato responsabile per Lecce e il Salento dell'associazione Telefono Blu - S.O.S. Consumatori), tutti i danni di natura patrimoniale ed esistenziale provocati a quest'ultimo dal consistente ritardo nell'attivazione del servizio Adsl.

Stando a quanto si legge in una nota, "l'utente leccese, ottenute ampie rassicurazioni dal servizio clienti Telecom circa l'effettiva copertura della propria utenza dalla linea Adsl, aveva concordato il passaggio dal servizio Isdn residenziale al noto servizio 'Adsl Alice'. Così, i tecnici della Telecom si erano recati presso la residenza del cliente per disattivare l'Isdn residenziale ed installare l'apparato idoneo alla attivazione del servizio 'Adsl Alice', che sarebbe avvenuto, a loro dire, lo stesso giorno".

"Al contrario - continua il comunicato - nonostante i numerosi solleciti effettuati dal cliente, la Telecom, per ben 110 giorni, non aveva provveduto all'attivazione del servizio o, quantomeno, al provvisorio ripristino dell'Isdn residenziale per consentire, comunque, la connessione alla Rete. L'utente e la figlia, che, all'epoca dei fatti, utilizzava necessariamente internet per la preparazione della tesi di laurea, si sono così rivolti all'autorità giudiziaria".

A quel punto la Telecom si è costituita in giudizio, nel corso del quale, non avrebbe però fornito alcuna prova che il ritardo sull'attivazione del servizio si sia "potuto ritenere determinato da causa alla stessa non imputabile". E così il giudice di pace ha ritenuto opportuno condannare il gestore telefonico, quantificando i disagi subiti dalla sua famiglia iella somma di mille euro "tenendo conto - si legge nel paragrafo quinto della sentenza - come parametro di riferimento, dell'indennizzo per ritardo nell'attivazione dell'impianto telefonico ordinario previsto per oltre euro 7 al giorno che va incrementato della somma di ? 350,00 per i pregiudizi che derivano dal tempo perduto per comunicare con i tecnici e impiegati della società convenuta, delle spese sostenute?".

Secondo il delegato responsabile per Lecce e il Salento dell'associazione Telefono Blu - S.O.S. Consumatori Stefano Gallotta. "si tratta di pronunzia innovativa e di grande rilievo, in quanto afferma che il ritardo nell'attivazione dei servizi di connessione ad internet, al pari di quello relativo ai servizi di telefonia tradizionale, ove imputabile al gestore, determina un danno contrattuale quantificabile, in via equitativa, secondo i medesimi parametri previsti per il ritardo nell'attivazione dell'impianto telefonico ordinario. Ciò in applicazione dell'art. 1176 c.c. e di quanto previsto dal Codice del consumo, dalle previsione contrattuali e dalle condizioni generali di abbonamento del gestore".

"Inoltre - conclude il legale - tale inadempimento deriva, accanto al danno patrimoniale, un danno esistenziale che si concreta nell'impossibilità di disporre della connessione ad internet e nei disagi affrontati per sollecitare la società ad adempiere. Quest'ultima pronunzia in favore dei consumatori rende sempre più improrogabile, per i gestori telefonici, affrontare i problemi legati alla efficienza, trasparenza e qualità dei servizi resi anche nel settore telematico, oggetto di crescenti critiche da parte dei consumatori".

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