rotate-mobile
Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Veglie

Ritira un pacco e lo nasconde in un terreno: era un ordigno “micidiale”. Arrestato

Nei guai Gianluca Cirfeta, 45enne residente a Veglie. I carabinieri l’hanno sorpreso mentre posizionava una busta nei pressi della sua abitazione. Dopo la perquisizione è finito in carcere

VEGLIE - Nasconde un ordigno in un terreno vicino casa, ma i carabinieri lo scoprono e lo arrestano. In carcere è finito Gianluca Cirfeta, 45enne originario di Copertino ma residente a Veglie. Mercoledì scorso, i carabinieri del Nor della compagnia di Campi Salentina avevano notato che l’uomo, giunto nelle strade interpoderali del comune di Carmiano con un’Audi A4 condotta da un 62enne, era sceso dal mezzo per prendere in consegna da un individuo non identificato una busta di medie dimensioni, per poi risalire nell’auto.

Arrivato nei pressi di casa, avrebbe posizionato il pacco in un terreno incolto, per poi allontanarsi in direzione di Veglie.

Notando che nessuno aveva prelevato quel pacco, i militari avevano raggiunto Cirfeta e l'avevano riaccompagnato nella sua abitazione, per procedere in sua presenza alla perquisizione, all’esito della quale era stato scoperto che si trattava di un ordigno esplosivo. Per tale ragione, era stato necessario l’intervento degli artificieri del comando provinciale dei carabinieri di Taranto per la messa in sicurezza del manufatto.

Gli esperti avevano rilevato che questo, dal peso complessivo di circa un chilo e 100 grammi, era stato realizzato utilizzando 749 grammi di materiale esplodente a base verosimilmente di colorato/percolato di potassio, antimonio e alluminio/magnesio (polvere flash), contenuto in una latta di metallo, avente capienza di un litro, utilizzata originariamente per contenere “acetone puro”. L’innesco era costituito da uno spezzone di miccia/stoppino pirotecnico lungo circa 140 centimetri. Tutto era avvolto con carta da giornale, per più strati, tenuta da nastro da imballaggio trasparente.

Secondo gli artificieri, in considerazione di queste caratteristiche, l’ordigno era stato prodotto da mani esperte e da considerarsi assolutamente pericoloso, in quanto, in caso di deflagrazione, avrebbe provocato un notevole effetto brisante con produzione di schegge, sia per il quantitativo di sostanza esplodente utilizzata, sia per il contenitore in metallo, che avrebbe aumentato la micidialità qualora la stessa fosse avvenuta in ambienti chiusi o in presenza di persone e/o cose.

Durante l’interrogatorio di convalida che si è tenuto ieri alla presenza dell’avvocato difensore Cosimo D’Agostino, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il giudice Sergio Tosi ha convalidato l’arresto, ritenendo necessaria una misura cautelare limitativa della libertà, in considerazione anche dei precedenti del 45enne (tre condanne irrevocabili e una più recente per detenzione illecita di sostanze stupefacenti), concedendogli i domiciliari con il braccialetto elettronico, solo a condizione che il suo domicilio risulti idoneo all’installazione delle apparecchiature necessarie al funzionamento del sistema di controllo a distanza.

Secondo il gip, inoltre, "la disponibilità di questo genere di ordigno costituisce elemento sintomatico quantomeno della contiguità con ambienti criminali, nel cui circuito sono solitamente reperibili tali strumenti micidiali di offesa alla persona".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ritira un pacco e lo nasconde in un terreno: era un ordigno “micidiale”. Arrestato

LeccePrima è in caricamento